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Gallina che guarda un monitor con video di persone in un ambiente rurale, con un gallo in una gabbia di paglia sullo sfondo

La gallina è una spia! Dal pollaio al controspionaggio è un attimo!

13 Ottobre 2026 07:38
In sintesi

Dei malintenzionati hanno hackerato una telecamera in un pollaio in Israele, utilizzandola per monitorare le forze di sicurezza vicino al confine con il Libano. Il National Cyber Directorate di Israele ha confermato l'attacco, avvenuto durante un'operazione congiunta USA-Israele contro l'Iran. La telecamera, di produzione cinese, era stata posizionata in modo da inquadrare i movimenti militari.

Una telecamera in un normale pollaio in Israele si è improvvisamente trasformata in un punto di intelligence militare. Gli hacker hanno ottenuto accesso al dispositivo e sono riusciti a monitorare i movimenti delle forze di sicurezza vicino al confine con il Libano. L’allevatore ha sospettato qualcosa per un dettaglio strano.

Durante un’operazione militare congiunta degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il proprietario di un allevamento di polli nel nord di Israele ha aperto l’applicazione per controllare le galline. Invece dell’interfaccia familiare, l’allevatore ha visto un menu in arabo. Gli esperti del National Cyber Directorate di Israele hanno accertato che la telecamera di produzione cinese era stata hackerata. Inoltre, i malintenzionati non erano affatto interessati agli animali.

Il dispositivo era posizionato in modo tale che nell’inquadratura comparissero i movimenti delle forze di sicurezza israeliane vicino al confine libanese. Gli estranei hanno avuto la possibilità di osservare l’attività militare attraverso una normale telecamera da allevamento. Gli esperti hanno aiutato il proprietario a rafforzare la protezione e a modificare l’angolo di visione per escludere dalla trasmissione quanto avveniva al di fuori dell’azienda.

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La storia del pollaio è parte di un problema molto più ampio. Secondo la società di consulenza S-RM, nel mondo operano circa 1,2 miliardi di telecamere connesse a Internet. Tra queste, sistemi di sicurezza domestici, videocitofoni, registratori stradali e baby monitor. Password deboli e software obsoleto trasformano questi dispositivi in strumenti comodi per la sorveglianza a distanza. Ne abbiamo parlato come Red Hot Cyber all’interno del nostro sesto fumetto BETTI-RHC, dedicato al mondo dei dispositivi connessi.

La situazione è complicata dall’IA. Gli algoritmi aiutano a scorrere più velocemente le opzioni di accesso ai dispositivi e a esaminare enormi quantità di registrazioni video, individuando attrezzature, persone e percorsi ripetuti. In un indagine gli esperti hanno analizzato decine di ore di registrazioni e centinaia di immagini, verificando le coordinate geografiche e i segni di falsificazioni digitali.

Per i proprietari delle telecamere, il pericolo non si limita alla fuga di videoregistrazioni domestiche. Anche un tratto di strada catturato casualmente può essere di interesse per estranei. Le recenti vulnerabilità delle telecamere mostrano che a volte è possibile ottenere accesso al flusso video senza password. Gli aggiornamenti del firmware, le credenziali affidabili e la limitazione dell’accesso remoto rimangono le principali misure di protezione.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance