Dopo la grande muraglia e il muro di berlino, l’evoluzione del nuovo “muro” diventa digitale e sta per essere costruito in Russia.
Si tratta di un primo grande precedente che mina nel profondo il world wide web e la sua filosofia di un mondo interconnesso, dove il sapere e la conoscenza possa essere distribuita verso di tutti, nessuno escluso.
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Lo avevamo anticipato a seguito di una pubblicazione di Anonymous, ne avevamo parlato diversi anni fa del processo di “dedigitalization”, che ci porterà a creare confini invisibili e “bolle” dove la chimera del nazionalismo e della sicurezza nazionale spaccherà ancora una volta il mondo in due, in tre e in chissà quante parti.
Lo avevamo anticipato a seguito di una pubblicazione di Anonymous, ma questo è stato confermato anche dal media bielorusso Nexta TV che la Russia sta entrando nella fase di preparazione attiva alla disconnessione da Internet globale.
Video di gennaio 2020 sui collaudi della Runet in Russia.
Putin già a suo tempo aveva autorizzato e firmato la legge Runet, che consente alla Russia di disconnettersi da Internet e generare la sua Internet sovrana.
Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di muro digitale ed invisibile in stile cinese che può essere giustificato nell’attuale contesto delle operazioni militari in Ucraina e delle sanzioni inflitte contro la Russia.
“Entro l’11 marzo, tutti i server e i domini devono essere spostati nella zona russa. Inoltre, verranno raccolti dati dettagliati sull’infrastruttura di rete dei siti”
Lo scopo della legge Runet è che gli ISP russi garantiscano l’indipendenza dello spazio Internet russo (Runet) per isolare il paese dal resto di Internet in caso di aggressione straniera.
Inoltre, le società di telecomunicazioni russe sono responsabili della gestione dei mezzi tecnici per reindirizzare tutto il traffico Internet russo verso punti di scambio approvati o controllati da Roskomnazor, l’agenzia russa di monitoraggio delle telecomunicazioni.
Questa agenzia è responsabile dello screening del traffico per bloccare i contenuti vietati e garantirà che il traffico tra gli utenti russi rimanga all’interno del paese e non venga instradato verso server all’estero dove potrebbe essere intercettato.
Il presidente russo ha presentato questa iniziativa come una risposta difensiva alla strategia informatica degli Stati Uniti, comprese misure dure contro la Russia e altri avversari designati.
L’obiettivo finale, ha detto Putin, è garantire che Runet continui a funzionare anche se i governi stranieri tentano di isolare la Russia, in particolare digitalmente.
Putin ha preso sempre molto sul serio la questione della sovranità russa sul suo cyberspazio e non esclude la possibilità che, nel peggiore dei casi, gli Stati Uniti possano decidere di isolare il suo Paese da Internet.
Ciò sarebbe potuto accadere con la richiesta dell’Ucraina di isolare la Russia da Internet globale:
“Gentile signor Presidente e CEO, in qualità di rappresentante dell’Ucraina nel GAC ICANN, le invio questa lettera a nome del popolo ucraino con una richiesta di rispondere all’urgente necessità di introdurre severe sanzioni contro la Federazione Russa nel campo della regolamentazione del DNS, in risposta alle sue azioni aggressive contro l’Ucraina e i suoi cittadini”.
L’ICANN ha risposto alla domanda riportando che:
“Nel nostro ruolo di coordinatoretecnico degli identificatori univoci per Internet, adottiamo misure pergarantire che il funzionamento di Internet non sia politicizzato e non abbiamo poteri sanzionatori. L’ICANN è stata creata per garantire che Internet funzioni, non per impedirle di svolgere il suo ruolo di coordinamento”
Tuttavia, la Russia continua a dover affrontare numerose sanzioni: il canale di notizie russo RT (Russia Today) è passato alla piattaforma di video online Rumble, dove continuerà a trasmettere i suoi programmi.
Google ha bloccato le app mobili relative a RT e Sputnik nel suo app store Play in Europa, ecc.
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