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Lazarus si evolve: gli hacker nordcoreani usano l’IA e la cifratura post quantistica per proteggere il malware

2 Novembre 2026 08:11
In sintesi

Operation FlashHole è la nuova campagna di cyberspionaggio attribuita al gruppo nordcoreano Lazarus. Gli hacker usano phishing personalizzato, curriculum falsi generati con l’IA e malware eseguiti in memoria. La novità è ML-KEM-1024, una crittografia post-quantistica impiegata per proteggere le comunicazioni dei malware.

Gli esperti di Securelist hanno scoperto una nuova campagna di spionaggio del gruppo hacker nordcoreano Lazarus, denominata Operation FlashHole.

Nelle loro azioni, i criminali informatici utilizzano phishing personalizzato, software di protezione legittimo e un set aggiornato di malware. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato segni dell’uso da parte degli hacker di intelligenza artificiale generativa e crittografia post-quantistica.

I primi attacchi legati alla campagna Operation FlashHole risalgono a luglio 2025. I ricercatori scrivono che sono a conoscenza di almeno tre organizzazioni colpite in Corea del Sud: uno sviluppatore di software, un’azienda edile e un produttore di attrezzature per reti cablate. Questa campagna continua l’operazione precedente di Lazarus chiamata SyncHole, e l’obiettivo principale del gruppo rimane il cyberspionaggio.

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Di solito, gli attacchi iniziano con email di phishing mirate contenenti link a falsi curriculum vitae e portfolio, adattati ai singoli destinatari. Una di queste risorse era ospitata su GitHub Pages, associato a un account GitHub che gli hacker hanno utilizzato come canale di controllo. L’account è stato creato a settembre 2025.

Inizialmente, il sito ospitava un curriculum di un presunto esperto sviluppatore di attrezzature di rete, e la foto del candidato era stata generata con intelligenza artificiale. In seguito, il contenuto del sito è stato sostituito da un portfolio di un designer di interni, probabilmente per un attacco contro l’azienda edile.

I ricercatori ritengono che gli hacker statali utilizzino l’IA non solo per generare le foto, ma anche per creare le esche stesse, che poi adattano manualmente alle organizzazioni selezionate. Si noti i membri di Lazarus utilizzano da tempo questo genere di stratagemmi nell’ambito della campagna Dream Job.

Dopo aver visitato il sito dannoso, entra in gioco, presumibilmente, CrossWeb EX — un software legittimo per la protezione delle operazioni finanziarie, necessario per accedere a siti comuni di online banking e servizi governativi della Corea del Sud. Gli esperti ipotizzano che gli hacker sfruttino una vulnerabilità in CrossWeb EX per il primo accesso, e la catena di attacco porta infine all’esecuzione del malware in memoria.

Successivamente, viene avviata una catena di attacco multi-step, la maggior parte della quale viene eseguita esclusivamente in memoria. In essa sono coinvolti malware aggiornati TechHub, Cubridge, TouchShift e LPEClient, nonché due nuovi componenti — TouchHub e ClientHub. Questi permettono agli hacker di stabilirsi nel sistema, raccogliere dati, eseguire comandi e caricare ulteriori payload, utilizzando come canali di controllo anche GitHub e Dropbox.

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Secondo gli esperti, particolare interesse suscita il tool aggiornato LPEClient. Questo malware raccoglie informazioni dettagliate sul sistema, inclusi i prodotti di protezione installati e lo stato dei meccanismi di sicurezza di Windows, e poi trasmette i dati tramite ClientHub. Per lo scambio sicuro di chiavi viene utilizzato ML-KEM-1024 — un meccanismo post-quantistico standardizzato NIST basato su CRYSTALS-Kyber.

Dopo aver stabilito il canale sicuro, LPEClient lavora direttamente in memoria, cercando contemporaneamente di eludere il monitoraggio delle chiamate di sistema. Secondo i dati dei ricercatori, Lazarus utilizza una crittografia post-quantistica simile almeno dal settembre 2024.

Il ricercatore senior di Kaspersky GReAT Sodžun Rju (Sojun Ryu) osserva che Lazarus continua a migliorare gli strumenti vecchi e a implementare nuove tecnologie in schemi di attacco già collaudati. Secondo lui, è particolarmente degno di nota che il gruppo abbia iniziato a proteggere le comunicazioni del malware da potenziali attacchi quantistici più di un anno prima della pubblicazione dello studio.


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Chiara Nardini 2025 3 300x300
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza: Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione