
L’esercito statunitense sta investendo sempre più nella reintroduzione delle capacità di guerra elettronica tra le sue truppe, prevedendo di potenziare le unità a livello di divisione con strumenti informatici avanzati nei prossimi due anni. Questo sviluppo nasce dalla necessità di rispondere a operazioni di guerra informatica a livello tattico, dato che la Cyber Mission Force si concentra principalmente su obiettivi strategici accessibili via Internet, lasciando un vuoto operativo per ciò che avviene direttamente sul campo. Le nuove capacità permetteranno ai comandanti di manovra di utilizzare strumenti digitali terrestri per supportare le proprie formazioni, integrando le operazioni elettroniche e informatiche nelle strategie di combattimento quotidiane.
La maggior parte di queste capacità sarà gestita dall’11° Battaglione Cyber, che fornisce operazioni tattiche di rete terrestre, guerra elettronica e operazioni di informazione. Il battaglione include team di attività informatiche ed elettromagnetiche (ECT) di spedizione, progettati per essere scalabili in base alle esigenze operative. Durante le rotazioni recenti, i team hanno condotto ricognizioni elettromagnetiche, operazioni offensive a radiofrequenza e attacchi speciali a supporto di unità corazzate, di fanteria e aviotrasportate, dimostrando la capacità di integrare strumenti digitali avanzati nelle operazioni sul campo.
Il personale del ramo cyber dell’Esercito, incluso nella 17th Career Series, viene formato sia nella guerra informatica sia in quella elettromagnetica, permettendo di affrontare le sfide che sorgono nei confini sfumati tra cybersecurity tattica, networking RF e guerra elettronica pura. L’istituzione di cellule di Cyber ed Electromagnetic Activity (CEMA) all’interno degli staff di tutti i livelli garantisce la pianificazione e la sincronizzazione delle capacità, consentendo ai team ECT di essere schierati rapidamente quando i comandanti lo ritengono necessario. La sperimentazione in corso mira a individuare le sedi più efficaci per distribuire questi team, sia a livello di teatro operativo sia di corpo d’armata.
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Uno dei principali obiettivi dell’Esercito è trovare un equilibrio tra capacità a livello locale e a livelli superiori, permettendo alle forze informatiche di comprendere le attività nemiche e decidere se intervenire direttamente o richiedere supporto superiore. La sperimentazione condotta dal Cyber Center of Excellence ha evidenziato come la comprensione dello spazio IP e dello spettro RF sia fondamentale per una risposta tempestiva ed efficace, garantendo al contempo la protezione delle proprie reti e la capacità di neutralizzare le minacce avversarie.
Le capacità informatiche a livello di divisione non saranno fornite solo dall’11° Battaglione Cyber, ma anche dalla Multi-Domain Task Force dell’esercito statunitense. L’integrazione di questi strumenti nelle formazioni tattiche sul campo diventa una priorità strategica per il capo consulente informatico dell’Esercito, il quale ha il compito di garantire che le risorse necessarie siano allocate in modo efficiente e che la cyber-expeditionary sia pienamente operativa. L’adozione di tali capacità consente di operare efficacemente in ambienti complessi, dove l’accesso remoto non è sempre possibile e la guerra elettronica richiede interventi ravvicinati.
Il Generale Ryan Janovic ha sottolineato che comprendere lo spazio IP e la rete in cui si opera è essenziale per fornire supporto immediato ai comandanti, mentre Brandon Pugh, primo consulente informatico capo dell’Esercito, ha evidenziato l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica e i vertici militari sulla necessità di integrare le capacità informatiche e di guerra elettronica in tutta la forza di combattimento. Solo attraverso questa integrazione sarà possibile garantire prontezza operativa, rapidità di risposta e sicurezza sul futuro campo di battaglia.
In conclusione, l’Esercito degli Stati Uniti sta trasformando la propria struttura digitale e tattica per affrontare le minacce informatiche emergenti. Con la creazione di team specializzati, l’istituzione di cellule CEMA e la sperimentazione di strategie di integrazione, le divisioni saranno in grado di operare con maggiore autonomia e efficacia, portando la guerra elettronica e le operazioni cyber direttamente dove servono, rafforzando le capacità complessive delle forze statunitensi sul terreno.
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