E’ una ricca miniera di stravaganti innovazioni, genialità ed intuito.
Di personaggi bizzarri, di umorismo fatalista, di meme, ma soprattutto cultura, ingegneria escienza.
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Ma mentre Linux ha il suo pinguino, BSD il suo demone e Perl il suo cammello, quello che da sempre è mancato storicamente nella comunità hacker era un simbolo che rappresentasse la sua storia e la sua cultura. Oggi parleremo del simbolo hacker: il glider.
Il simbolo hacker: il Glider
Richard Stallman, guru del software libero, disse che gli hacker avevano in comune l’amore per l’eccellenza e la programmazione.
Volevano che i loro programmi fossero i migliori degli altri e volevano fargli fare cose belle, oltre a fare qualcosa in un modo molto più eccitante dicendo: “Guarda com’è meraviglioso. Scommetto che non credevi che si potesse fare!”
Nel 1970, il matematico John Conwaycreò un insieme di regole, che permise di creare un automa cellulare capace di replicarsi, ispirato da John von Neumann, altro matematico che teorizzo il concetto di virus informatico.
Il risultato è stato Game of Life, un programma di automi cellulari vincolato a delle semplici regole che ne descrivevano il funzionamento, all’interno di una scacchiera di GO.
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Non ci sono giocatori, non ci sono vincitori e vinti.
Le regole di Game of life
La simulazione di Conway ha lo scopo di mostrare come, da poche e semplice regole iniziali, come la vita si evolve, o un comportamento molto simile ad essa. Queste sono le regole:
Regola della solitudine: una cella che non è adiacente con altre celle muore.
Regola del sovraffollamento: una cella con più di 3 celle adiecenti, muore.
Regole della riproduzione: una cella vuota con tre celle adiecenti, nasce.
Regola della stasi: una cella che ha 2 celle esattamente nella stessa posizione, rimane nella stessa posizione.
Così come riportato nell’illustrazione in calce:
Regole di game of life
Fortunatamente per noi che abbiamo un facile accesso ai computer, possiamo scaricare ed eseguire il software Golly, una riproduzione open source del gioco della vita, ma la prima versione software di questa simulazione ci riporta indietro, agli hacker del MIT, al Tech Model Railroad Club e alle macchine PDP.
Il Glider risulta importante perché seppur è un modello semplice, può muoversi autonomamente all’interno della tavola da GO ed inoltre può creare interazioni complesse e difficili da prevedere. Le possibilità sono davvero infinite e hanno ispirato generazioni di hacker a creare risultati davvero sorprendenti.
Il contesto storico del Glider
Naturalmente il contesto storico di Game of Life lo rende ancora più rilevante, considerando anche che ne parlò un famoso articolo su Scientific American del 1970, proprio il periodo nel quale nacque Internet e Unix.
Infatti divenne immediatamente famoso per la sua capacità di creare visualizzazioni ricche di espressioni algoritmiche diventando uno dei giocattoli più affascinanti per gli appassionati di computer e per gli accademici nei primi anni ’70.
Il Glider come simbolo, venne proposto e poi adottato nel 2003 da Eric Steven Raymond come “simbolo” della cultura Hacker indipendentemente dal linguaggio di programmazione e del sistema operativo utilizzato, anche se non universalmente riconosciuto.
Conway dedicò tutta la sua vita alla matematica, lasciandoci di recente all’età di 83 anni a causa del covid-19, fornendo contributi decisivi a diverse teorie che sono ora il fondamento di molte ricerche moderne.
Non divenne famoso come John Nash probabilmente a causa della sua personalità chiusa e schiva, anche se i suoi studi non sono stati affatto da meno.
Cosa abbiamo imparato
Quindi ricordate, quando indossate una maglietta con questo simbolo o lo inserisci all’interno della tua pagina web, o lo mostri in qualche altro modo, che ti stai visibilmente associando alla cultura hacker.
Non è esattamente la stessa cosa di dire che tu sia un hacker, questo è un titolo d’onore che solo gli altri ti potranno conferire, ma utilizzando questo simbolo stai esprimendo simpatia per gli obiettivi, i valori, il modo di vivere e la cultura degli hacker.
Questa ultima è importante conoscerla bene.
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Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza:Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione
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