Nella giornata di ieri, viene emesso un comunicato stampa da parte della Alia Servizi Ambientali che riporta che nella notte del 28 di settembre, è stato intercettato un nuovo attacco informatico ai danni dell’azienda a distanza di 6 mesi dal primo.
Ricordiamo che la Alia Servizi Ambientali S.p.A. è una grande azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti ambientali nella zona di Firenze e nella Toscana e risulta attiva in 59 comuni toscani, 1.5 milioni di clienti serviti ed è la quinta società italiana del settore con 1800 dipendenti e 225 milioni di euro di ricavi.
Il comunicato stampa emesso dalla Alia
La notte scorsa è stato rilevato un tentativo di accesso non autorizzato ai sistemi informatici di Alia: sono state immediatamente apportate le misure di sicurezza opportune per evitare compromissione e diffusione dei malware.
E’ questo il secondo tentativo di attacco, a distanza di nove mesi dal primo.
Per consentire tutte le verifiche ai sistemi e la messa in sicurezza della infrastruttura informatica, a partire dalla mattina di oggi si registrano disservizi per le attività di contatto a disposizione della clientela, quali gli sportelli Tari e il Call Center.
Sono in corso le verifiche tecniche interne e la comunicazione alle autorità preposte. Conclusa questa fase, si procederà al ripristino dei back up e alla riapertura dei sistemi, previsti ragionevolmente per la mattinata di domani 30 settembre. Alia si scusa con gli utenti per il momentaneo disagio.
In precedenza, come avevamo riportato su RHC, I criminali della cyber-gang Hive Ransomware, avevano chiesto un riscatto di 400.000 euro, ma l’azienda non ha pagato e si è trovata quindi a dover ripristinare le sue infrastrutture con molti problemi nei giorni successivi all’incidente informatico.
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La cosa che ci lascia riflettere è che con buona probabilità la Alia è stata compromessa nuovamente da un ransomware, in quanto viene riportato che :”Conclusa questa fase, si procederà al ripristino dei back up e alla riapertura dei sistemi, previsti ragionevolmente per la mattinata di domani 30 settembre. Alia si scusa con gli utenti per il momentaneo disagio.”
A parte questo specifico incidente e quello subito in precedenza dalla Alia, questo fa comprendere che le aziende colpite dal ransomware, soprattutto quelle che pagano il ransomware, vengono inserite da parte dei criminali informatici nelle liste delle aziende con le quali si può “monetizzare”. E ovviamente ciclicamente ci ripassano sopra.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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