D’altra parte, la foto di Gasparri che mostra uno scotch incollato sul tablet con l’utenza e la password in bella mostra, rimarrà probabilmente una icona del pressappochismo italiano sulla sicurezza informatica.
E questa probabilmente rimarrà nel tempo. Ma anche in questo caso c’è da approfondire la questione.
Intanto c’è chi, come Nord Pass, ne ha approfittato con una pubblicità che sfrutta proprio questa debolezza degli italiani, per rammentare che le password sono una cosa importante. Ovviamente, meglio se gestite con NordPass.
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Nel post pubblicato su Linkedin si legge quanto segue:
Ragazzi, sinceramente, quei foglietti adesivi non stanno bene nemmeno sul vostro computer 🤨
Non essere come l'ex ministro delle Comunicazioni italiano e vai in diretta sulla televisione nazionale con username e password sul retro del tuo tablet. O...
Rilassati e non importa nemmeno di quello. Lascia che NordPass lavori per te con la password.
Gasparri, ex ministro delle telecomunicazioni italiano, in un video pubblicato su twitter ha riportato che la password non era la sua ma di un operatore che gli aveva messo sulla scrivania il tablet, in modo che lui potesse vedere la diretta mentre stava parlano.
Inoltre ha parlato di un caso mediatico che si è scatenato sulla rete dopo la pubblicazione del video che ritraeva la password in bella mostra da LA7. In effetti, non era davvero un bello spettacolo.
Quindi non era di Gasparri, ma l’operatore che riprendeva Gasparri.
Ma Gasparri o un altro politico, un operatore qualsiasi o la solita (e ci scusiamo sempre con lei) casalinga di Voghera, il punto non è di chi era la password, ma della mentalità di noi poveri italiani.
Noi italiani che ancora oggi pensiamo che sia normale lasciare una password incollata con un postit su un computer e lasciarla in mondo visione. Noi italiani che ancora pensiamo che sia normale lasciare un postit incollato sul monitor dell’ufficio contenenti le credenziali di accesso al sistema aziendale. Noi italiani che ancora pensiamo che sia corretto inserire le password 12345.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.