Un attacco di phishing che imita una riunione urgente su Zoom viene utilizzato dai criminali informatici per rubare credenziali aziendali, utilizzando un’interfaccia falsificata così realistica che è quasi impossibile distinguerla da una vera videoconferenza. Cofense, l’azienda che ha scoperto la campagna, afferma di utilizzare un oggetto dell’email allarmante come “Situazione critica – Riunione di emergenza”, per indurre i destinatari a cliccare immediatamente sul link.
Dopo aver cliccato sul link, l’utente vede quella che sembra una connessione alla riunione. Per un po’, vede persino una finta animazione di “partecipazione alla riunione” e un’interfaccia video con immagini di partecipanti che si suppone siano già presenti – alcuni che salutano, altri che annuiscono.
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Ma poi arriva il bello: appare un messaggio di errore di connessione e una richiesta di accesso ripetuto.

Il falso modulo di accesso a Zoom Workplace compila automaticamente l’indirizzo email aziendale della vittima, aumentando l’effetto di autenticità. I dati inseriti vengono immediatamente inoltrati agli aggressori.
L’attacco si è distinto per l’utilizzo di una tecnica di mascheramento dei link: la catena di reindirizzamenti inizia con l’indirizzo della legittima piattaforma Cirrus Insight CRM, ma alla fine porta a una falsa pagina Zoom ospitata su un dominio cloud poco appariscente.
Gli ideatori di questo schema sperano che la combinazione di autenticità visiva, dati precompilati e senso di urgenza riduca il livello di sospetto e porti a un rapido trasferimento di login e password. Cofense sottolinea che tali attacchi sono particolarmente efficaci quando imitano le comunicazioni aziendali o strumenti aziendali familiari, come Zoom, Teams, Slack e altri. L’elevato tasso di clic di tali email è dovuto al fatto che si integrano nei processi quotidiani, senza causare ansia nei destinatari.
Approcci simili che prevedono falsi relativi a videoconferenze o moduli di accesso sono già stati utilizzati in precedenza, ma questa campagna ne porta la sofisticatezza a nuovi livelli. Animazioni, transizioni fluide dello schermo ed elementi visivi della vera interfaccia Zoom rendono l’attacco quasi indistinguibile da una connessione di riunione legittima. Ciò è particolarmente pericoloso in un ambiente di lavoro ibrido in cui Zoom è diventato parte integrante delle operazioni aziendali.
Gli esperti raccomandano alle organizzazioni di informare ulteriormente i dipendenti su tali scenari, di rafforzare il filtraggio della posta elettronica e di limitare la possibilità di reindirizzamento a risorse esterne utilizzando policy di sicurezza interne. È inoltre importante verificare regolarmente l’autenticità degli URL utilizzati e, in caso di dubbio, aprire i link manualmente anziché cliccandoci sopra.
Come sempre, la consapevolezza al rischio degli esseri umani è l’arma più importante da sviluppare!
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