Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
UtiliaCS 970x120
UtiliaCS 320x100
OMGCable: la sottile linea rossa tra penetration testing e sorveglianza occulta

OMGCable: la sottile linea rossa tra penetration testing e sorveglianza occulta

17 Luglio 2025 16:07

Nel 2021, durante una delle mie esplorazioni sul confine sempre più sfumato tra hardware e cybersecurity, scrivevo un articolo dal titolo che oggi suona quasi profetico: “Anche un cavo prende vita”.
Allora si parlava degli albori del progetto OMG Cable: un innocuo cavo USB che, nascosto dietro l’aspetto di un semplice accessorio di ricarica, celava un cuore digitale capace di compiere operazioni di compromissione da far impallidire molti malware tradizionali.

E proprio in questi giorni, a distanza di quattro anni, mi è capitato di averne uno tra le mani, reale, fisico, pronto all’uso, inserito in un’attività di penetration test commissionata a un team che supporto.
Questa volta non si trattava di teoria, né di un test da laboratorio, ma di un vero scenario aziendale in cui l’obiettivo era colpire e far riflettere.

Il risultato è stato sorprendente. L’innocuo cavetto lasciato su una scrivania ha fatto il suo sporco lavoro in pochi secondi, dimostrando ancora una volta come la sicurezza fisica sia la porta d’ingresso più sottovalutata e più pericolosa di molte infrastrutture digitali.
E così, mentre riprendevo in mano quel cavo camuffato, non ho potuto fare a meno di tornare con la mente a quell’articolo del 2021. Ma questa volta con una consapevolezza in più: l’OMG Cable non è più una curiosità tecnologica. È una realtà operativa. E lo è oggi, qui, nel 2025.

Cos’è davvero l’OMGCable?


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Immagina di avere tra le mani un cavo USB. Niente di strano: può essere USB-A, USB-C, Lightning, o magari un ibrido. Ha l’aspetto perfetto, identico all’originale Apple o Samsung. Funziona come un vero cavo: ricarica, trasferisce dati, collega dispositivi. Ma quello che non si vede è tutto il resto.
Dentro quel guscio di plastica, apparentemente innocuo, si nasconde un microcontrollore Wi-Fi programmabile. Non un giocattolo da maker, ma un modulo studiato con maniacale attenzione all’invisibilità.
Attraverso un’interfaccia accessibile da browser – o direttamente da uno smartphone – è possibile connettersi al cavo, caricare script, inviare comandi, aprire shell, trasferire file. E il tutto può essere fatto da remoto, senza che l’utente finale si accorga di nulla.
Una volta collegato a un computer, l’OMG Cable si comporta come una tastiera umana. Inietta comandi. Simula input. Può aprire terminali, eseguire codice, scaricare payload. E se questo non bastasse, può anche rilevare la geolocalizzazione, attivarsi solo in determinate aree, registrare sequenze di tasti, o cancellare la sua memoria con un comando di autodistruzione.

L’utilizzo legittimo: uno strumento da red team

In mano a un professionista del settore, questo strumento è semplicemente straordinario. Chi lavora in ambito red team lo sa bene: le simulazioni di attacco devono essere realistiche, efficaci e soprattutto imprevedibili.
Inserire un OMG Cable in uno scenario controllato permette di testare la sicurezza fisica, la consapevolezza del personale, l’efficacia delle policy aziendali.
Durante una simulazione di attacco mirato, il cavo può essere lasciato strategicamente in un’area comune, o usato da un operatore per valutare la risposta dei sistemi di difesa in caso di intrusione fisica.
In ambito formativo, poi, è uno strumento didattico eccezionale. Niente sensibilizza più di un attacco riuscito: far vedere a un dipendente che bastano due secondi per compromettere un sistema con un semplice cavo può cambiare radicalmente il suo approccio alla sicurezza.

Ma il confine è pericolosamente sottile

Tutto questo però ha un rovescio inquietante. Perché la stessa potenza che lo rende uno strumento utile e legittimo in ambito professionale, lo rende anche pericolosamente facile da abusare.
L’OMG Cable non richiede conoscenze avanzate per essere usato. Bastano pochi clic e una connessione Wi-Fi. Non serve scrivere malware, aggirare antivirus, bypassare protezioni. È sufficiente collegarlo.
E qui si apre un abisso. Perché chiunque, e dico chiunque, può acquistarlo online. Non ci sono controlli, né registrazioni. Nessun limite. Nessun avviso legale che accompagni l’acquisto.
Immagina una sala riunioni. Un collaboratore lascia un cavo attaccato a una presa. Un altro collega, ignaro, lo utilizza per collegare il proprio laptop. In quel momento, l’attaccante, che può essere seduto al bar a cento metri di distanza, apre una shell, esegue comandi, esfiltra dati. Tutto in silenzio. Nessuna finestra. Nessun allarme.
E immagina ora uno scenario domestico. O peggio, relazionale. Un cavo “dimenticato” in casa di qualcuno. Una tastiera invisibile che registra tutto. Che invia tutto. Che controlla tutto.
Non siamo lontani dalla fantascienza. Siamo esattamente lì.

Le implicazioni legali sono gravi. Ma chi le conosce?

In molti Paesi – Italia inclusa – strumenti come questo, se utilizzati per registrare comunicazioni senza consenso, possono rientrare nel reato di intercettazione illecita.
La legge italiana, ad esempio, punisce severamente l’uso di dispositivi atti a captare comunicazioni o informazioni private.
Eppure, l’OMG Cable non è soggetto ad alcun tipo di regolamentazione. Non esistono avvisi legali, licenze, autorizzazioni. Lo compri come un caricabatterie da viaggio.
Il problema, quindi, è duplice: da un lato la tecnologia corre veloce e propone soluzioni sempre più potenti. Dall’altro, la cultura e la consapevolezza di chi la utilizza restano pericolosamente indietro.

Serve una nuova etica. E serve ora.

Nel nostro mondo ci piace categorizzare: white hat, grey hat, black hat. Ma la realtà è molto più complessa. Uno strumento come l’OMG Cable mette in crisi queste categorie. Perché il confine tra uso etico e abuso criminale si gioca tutto sul contesto.
Ed è proprio questo contesto che manca. Le scuole, le aziende, i responsabili della sicurezza devono iniziare a includere l’etica hacker tra i temi fondamentali.
Non basta più insegnare a difendersi da un attacco. Bisogna anche insegnare perché certi attacchi non devono essere condotti.
Perché oggi, chiunque può essere un attaccante. E se non gli spieghi il confine, non è detto che lo riconosca da solo.

Ma allora come ci si difende?

Non esiste una risposta semplice. Non basta installare un antivirus o blindare i firewall. Il pericolo, in questo caso, entra dalla porta principale, con il consenso implicito dell’utente.
Bisogna rivedere le policy. Bisogna formare le persone. Bisogna controllare i dispositivi fisici con lo stesso rigore con cui si analizza un pacchetto di rete.
Il concetto di sicurezza fisica, da sempre sottovalutato nel digitale, oggi torna prepotentemente d’attualità.
Serve un cambio di paradigma. Una cultura nuova. Una consapevolezza che metta l’essere umano, con i suoi errori, le sue abitudini, le sue ingenuità, al centro della strategia difensiva.

Una conclusione che non conclude

L’OMG Cable non è il male. Non è il colpevole. È uno specchio. Riflette chi lo usa e per cosa lo usa.
È uno strumento potentissimo, che può fare bene o può fare male. Dipende da noi.
Ma una cosa è certa: chi lavora in cybersecurity non può permettersi di ignorarlo.
Perché la prossima compromissione potrebbe arrivare non da un allegato di phishing, non da una vulnerabilità CVE, ma da un semplice cavo lasciato sulla scrivania.

Nel 2021 scrivevo che anche il cavo ha una vita.
Oggi aggiungo: sta a noi decidere che direzione prenderà quella vita.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Ucraina e Germania smantellano Black Basta? 2 arresti per ransomware, coinvolto un russo
Redazione RHC - 17/01/2026

Quando si parla di cybersecurity, non è raro imbattersi in notizie che sembrano prese da un film di fantascienza. Eppure, la realtà è ancora più sorprendente e a volte inquietante. La storia dei due cittadini…

Immagine del sitoCybercrime
Ritorna Gootloader più pericoloso che mai: il malware incastonato nello ZIP torna alla ribalta
Redazione RHC - 17/01/2026

Dopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…

Immagine del sitoCybercrime
Attacco al Ministero dell’interno francese: Credenziali condivise via email e dati sottratti
Redazione RHC - 17/01/2026

Nel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…

Immagine del sitoVulnerabilità
Allarme Cisco: falla CVSS 10 consente RCE come root, attacchi in corso
Redazione RHC - 16/01/2026

Cisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…

Immagine del sitoInnovazione
Addio a Windows Server 2008! Microsoft termina definitivamente il supporto
Redazione RHC - 16/01/2026

Questa settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…