La società francese di telecomunicazioni Orange, che serve quasi 300 milioni di clienti in tutto il mondo, ha segnalato un grave incidente di sicurezza che ha causato interruzioni ai servizi chiave in Francia. L’incidente è stato rilevato la sera del 25 luglio dagli specialisti della divisione Cyberdefense di Orange, dopodiché il sistema interessato è stato immediatamente isolato dal resto dell’infrastruttura.
Nonostante la rapida risposta, la localizzazione della minaccia ha causato interruzioni temporanee nel funzionamento delle piattaforme aziendali e dei servizi individuali per i consumatori, incluso l’accesso alla gestione dei servizi e alle funzioni amministrative interne.
Le interruzioni hanno interessato principalmente i clienti in Francia. Si prevede che il pieno ripristino delle normali attività avverrà oggi stesso.
Advertising
Dal monitoraggio delle underground criminali, nella giornata del 28 luglio è emersa la pubblicazione, all’interno di un forum underground, di un annuncio da parte di un threat actor che ha messo in vendita oltre 6.000 record appartenenti a Orange Moldova.
Dopo aver scoperto l’attacco, i rappresentanti di Orange hanno contattato le autorità competenti e hanno intentato una causa ufficiale, ma non è ancora stato reso noto quali vettori siano stati utilizzati dagli aggressori. L’azienda sottolinea che, allo stato attuale delle indagini, non vi sono segnali di fuga di dati degli utenti o furto di informazioni riservate.
L’incidente in sé presenta molte somiglianze con un’ondata di attacchi contro aziende di telecomunicazioni precedentemente condotta dal gruppo cinese Salt Typhoon, noto per i rapporti della CISA e dell’FBI per attacchi contro operatori di telecomunicazioni negli Stati Uniti e all’estero. Tra i soggetti interessati da queste operazioni su larga scala figurano AT&T, T-Mobile, Verizon, Lumen, Windstream e altre grandi aziende di telecomunicazioni, nonché fornitori di servizi satellitari come Viasat .
È interessante notare che questo è il secondo attacco a Orange negli ultimi sei mesi. Nel febbraio 2025, un hacker che utilizzava lo pseudonimo Rey aveva segnalato la compromissione dell’infrastruttura della divisione rumena dell’azienda. All’epoca, si trattava di accesso a documenti interni, codici, contratti, indirizzi email e dati dei dipendenti, tra cui fonti che affermavano il furto di oltre 380.000 indirizzi email. L’azienda ha riconosciuto l’attacco a un’applicazione ausiliaria, ma ha insistito sul fatto che elementi critici dell’infrastruttura non erano stati interessati.
Orange detiene una posizione dominante in Europa, Africa e Medio Oriente, fornendo servizi di comunicazione mobile, banda larga e cloud alle aziende. Nel 2024, l’azienda serviva 256 milioni di clienti di telefonia mobile e 22 milioni di telefonia fissa, con oltre 125.000 dipendenti e registrando un fatturato annuo di 40,3 miliardi di euro.
Advertising
L’attacco attuale, nonostante l’assenza di una fuga di dati confermata, resta altamente preoccupante: la minaccia di una ripetizione di campagne di spionaggio su larga scala resta reale, soprattutto data la delicatezza dell’infrastruttura delle telecomunicazioni e la portata internazionale delle operazioni di Orange.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.