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Per la serie #BlackPrivacy, oggi parliamo di Pandemic.

Per la serie #BlackPrivacy, oggi parliamo di Pandemic.

27 Maggio 2020 22:23

In era di “pandemia”, una analogia viene pressoché naturale con il trojan sviluppato dalla Central Intelligence degli Stati Uniti D’America (#CIA), #Pandemic.

Il 1° giugno 2017, subito dopo l’incidente informatico di #WannaCry, #Wikileaks pubblica documenti classificati della CIA e informazioni su “Pandemic”, un #malware persistente per macchine Microsoft #Windows che condividono file (#programmi) con utenti remoti in una #rete #locale.

L’impianto consente la sostituzione di file fino ad un massimo di 800 MB selezionando un elenco di utenti remoti malcapitati (target).

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Come suggerisce il nome, un singolo #computer su una rete locale infettato dall’impianto “Pandemic”, agirà come un paziente zero nella diffusione di una malattia.

Ma una volta avviato, Pandemic Infetterà i computer se l’utente eseguirà i programmi memorizzati sul file system infettato da Pandemic diventando a sua volta un “diffusore” dell’infezione.

#redhotcyber #cybersecurity #intelligence #cybercrime #grayhat


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