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Perché Starlink non è stata hackerata? E’ solo questione di tempo

L’uso dei satelliti Starlink in Ucraina ha reso SpaceX un potenziale bersaglio per gli attacchi informatici russi.

I servizi di intelligence occidentali hanno già stabilito che la Russia era dietro gli attacchi alla rete satellitare Viasat KA-SAT il primo giorno dell’introduzione delle truppe russe in Ucraina il 24 febbraio 2022.

L’attacco informatico ha colpito migliaia di utenti in tutta Europa che avevano problemi di connessione a Internet. Elon Musk, ha ammesso diverse volte che gli aggressori hanno cercato costantemente di attaccare Starlink. Tuttavia, secondo lui, l’infrastruttura di SpaceX è resistente a tutti i tentativi di hacking o di blocco del segnale.

Sebbene i satelliti siano oggetti nello spazio, sono essenzialmente computer con sistemi incorporati. Tuttavia, l’aggiornamento e la manutenzione di questi computer è molto più difficile dei computer terrestri, poiché sono letteralmente in orbita attorno al pianeta.

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Secondo Mathieu Bailly, vicepresidente della società di sicurezza informatica CYSEC, Starlink ha un vantaggio rispetto ad altri operatori di sistemi precedenti. Infatti ha riportato quanto segue:

“Starlink, come Space-X, ha costruito i suoi prodotti utilizzando strumenti DevSecOps all’avanguardia. Questa è una vera svolta in termini di agilità e sicurezza, quindi non sorprende che ciò che i player più vecchi impiegano mesi a fare, loro lo facciano in un clic”

Il problema è che i satelliti più vecchi non sono stati concepiti pensando alle minacce odierne. Tuttavia, l’infrastruttura Starlink può essere facilmente aggiornata più volte al giorno, riducendo i rischi derivanti da nuove vulnerabilità rilevate.

Non sarebbe del tutto corretto confrontare Starlink con Viasat. Le costellazioni di Starlink comprendono migliaia di satelliti in orbita bassa situati a non più di 2.000 km sopra la superficie terrestre. Viasat, invece, gestisce decine di satelliti in orbita geostazionaria ad una quota di oltre 35.000 km.

L’unica cosa in comune tra i due sistemi è che sono nello spazio, nient’altro li unisce. Inoltre, negli attacchi a Viasat, gli aggressori non hanno interagito con i satelliti stessi, ma hanno solo attaccato i sistemi a terra.

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Inoltre, gli hacker hanno avuto tutto il tempo per studiare i terminali Viasat, decodificarli e cercare le vulnerabilità al loro interno, osserva An Cui di Red Balloon Security, dal momento che l’azienda gestisce i satelliti da dieci anni. Per fare un confronto, la versione beta del servizio Starlink è stata lanciata solo nel 2020.

Tuttavia, hackerare la flotta Starlink è solo questione di tempo, ha detto Cui. Dal 24 febbraio in Ucraina sono stati forniti circa 10mila terminali Starlink, il che significa che prima o poi qualcuno finirà nelle mani dei russi.

“Sono sicuro che da qualche parte in Russia stiano già lavorando per violare i terminali Starlink portati dall’Ucraina. Staranno quindi facendo reverse engineering in questo momento. Il tempo stringe”

ha detto Cui.