Negli ultimi mesi, come anticipato più volte su Red Hot Cyber, è emerso un nuovo fronte nello scenario del phishing aziendale: attacchi tramite Microsoft Teams in cui i malintenzionati si spacciano per personale IT o help desk. Approfittando delle funzionalità base della piattaforma, come la comunicazione esterna consentita per default, gli aggressori ingaggiano gli utenti con messaggi, chiamate o richieste di condivisione schermo, spesso inserendosi in modo insospettabile nella chat di Teams. L’efficacia di queste tattiche è cresciuta parallelamente all’adozione diffusa di Teams come strumento primario di lavoro collaborativo.
I danni possono concretizzarsi quando la vittima, convinta di aiutare un tecnico interno, accede alla condivisione o all’uso di strumenti di controllo remoto (come Quick Assist, AnyDesk o strumenti RMM). Questo consente agli attaccanti di installare malware, compromettere endpoint, disabilitare protezioni e avanzare lateralmente nella rete aziendale. Una campagna, denominata VEILDrive, ha mostrato come l’attaccante abbia sfruttato un account precedentemente compromesso per inviare messaggi di phishing attraverso Teams e ottenere così l’accesso iniziale.
Un modus operandi frequentemente osservato prevede un’email bombing, ovvero un’inondazione di mail in breve tempo – anche migliaia in pochi minuti – per creare un senso d’urgenza e spingere le vittime a cercare aiuto tecnico.
Advertising
Gli aggressori sfruttano questo pretesto per contattarli via Teams. In questo contesto, le vittime ricevono messaggi da domini .onmicrosoft.com non verificati ma che includono parole come “helpdesk”, “IT” o “support”, aumentando il rischio di confusione.
Gli aggressori iniziano talvolta compromettendo account Teams interni o creando tenant Entra ID autonomi, spesso usando domini .onmicrosoft.com, soprattutto in assenza di configurazioni personalizzate. Le differenze tra account personali, licenze di prova e tenant aziendali influiscono poi sui log generati e sulle funzionalità disponibili.
Il phishing in chat one-to-one sfrutta la semplicità con cui, via Teams, si può cercare utenti esterni e inviare loro messaggi, abilità supportata dall’interfaccia della piattaforma. Anche se Microsoft attiva avvisi in caso di messaggi esterni o sospetti, questi possono essere aggirati in fasi successive dell’attacco.
I log di Microsoft 365 offrono tracce importanti per l’investigazione: eventi come ChatCreated, MessageSent, UserAccepted e TeamsImpersonationDetected permettono di ricostruire le conversazioni sospette, identificare clic sugli avvisi di comunicazione esterna, e persino rilevare tentativi di impersonificazione.
In caso di chiamate vocali (vishing), Teams non mostra avvisi sul lato vittima e i log rimangono limitati, generando soltanto eventi come ChatCreated e MessageSent, rendendo difficile distinguere queste chiamate dalle chat testuali. Inoltre, la condivisione dello schermo può essere abilitata facilmente se l’utente ci casca, mentre il controllo remoto è bloccato di default ma può essere attivato tramite policy, aumentando la superficie di attacco.
Advertising
Per contrastare questa minaccia, Team AXON propone una logica di rilevamento basata su UEBA, arricchita con scoring e contesto: vengono identificati chat esterni inusuali, domini .onmicrosoft.com, pattern con keyword sospette (es. helpdesk), uso di caratteri non-ASCII (emoji), e picchi di TIMailData legati a email bombing. L’analisi considera anche eventi come UserAccepted, risposte dell’utente, o l’aggiunta di membri ai thread
Completano il quadro le soluzioni tecniche: l’impiego di un sistema di Endpoint Detection and Response (EDR) combinato con antivirus di nuova generazione (Next-Gen AV) è raccomandato. Questi strumenti possono bloccare comportamenti anomali, intercettare applicazioni malevole e sostenere le attività investigative post-evento.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.