
Dei ricercatori svizzeri di sicurezza informatica hanno recentemente scoperto delle falle di sicurezza in Composer, lo strumento software che i team di programmazione utilizzano per accedere al Packagist, il principale archivio online di moduli software PHP.
Questi bug avrebbero potuto consentire ai criminali informatici di di impiantare del malware all’interno del sistema Packagist stesso, contaminando così lo stesso repository utilizzato da gran parte della comunità PHP.
Questo tipo di attacco è noto, per ovvi motivi, come un attacco alla catena di approvvigionamento (supply-chain-attack).
Fortunatamente il team di Composer ha rilasciato una hotfix in sole 12 ore e una patch ufficiale dopo cinque giorni.
Anche se i ricercatori hanno riferito che “alcuni dei codici vulnerabili erano presenti sin dalle prime versioni di Composer, 10 anni fa”, ma sembra che questa fosse la prima volta che questi difetti siano stati individuati.
Se sei sorpreso che così tanti fornitori di software, sia open source che commerciali, si affidino direttamente a repository di codice centralizzato che non riescono a controllare pienamente, non dovresti esserlo.
Dopotutto, oggi nessuna azienda produce tutto il suo software, ma utilizza componenti presenti all’interno di repository centralizzati, dove nell’era degli attacchi alle catene di approvvigionamento, la mancata sicurezza di questi “contenitori” miete vittime più che ogni altro attacco cyber, come abbiamo visto in Solarwinds.
Quasi tutte le moderne comunità di sviluppo software hanno enormi tesori online di codice sorgente già impacchettato e pronto per essere utilizzato nel tuo software, come di fatto ci è stato insegnato di fare nella programmazione ad oggetti (OOP), il modo per promuovere ciò che è noto nel settore come riutilizzo del codice.
L’idea è di ovviare alla necessità per ogni programmatore e ogni azienda di software nel mondo di reinventare, riprogettare e reimplementare i componenti software principali che già sono stati collaudati e funzionano bene.
Ma se qualcuno inserisce al loro interno del malware…
Nel caso di PHP, sembra che i bravi ragazzi abbiano scoperto questi bug prima che lo facessero i cattivi. Sarà vero?
Fonte
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaUn nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…
CybercrimeAvevamo già parlato di VoidLink qualche giorno fa, si tratta di un framework composto da oltre 30 moduli che possono essere combinati per soddisfare specifici obiettivi degli aggressori su ciascuna macchina infetta. L’evoluzione dello sviluppo…
CybercrimeUn percorso poco visibile, utilizzato per la gestione dei certificati di sicurezza dei siti web, ha permesso per alcune settimane di aggirare le protezioni di Cloudflare e raggiungere direttamente i server delle applicazioni. La vulnerabilità…
CybercrimeUn gruppo di pirati informatici sta utilizzando un toolkit di exploit zero-day per compromettere istanze VMware ESXi in modalità non controllata, approfittando di multiple vulnerabilità per superare le restrizioni delle macchine virtuali. L’attuale incidente sottolinea…
DirittiIl pacchetto di semplificazioni proposto dalla Commissione Europea, il Digital Omnibus, è stato annunciato come “Norme digitali dell’UE più semplici e nuovi portafogli digitali per risparmiare miliardi per le imprese e stimolare l’innovazione”. Questo a…