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dei ragazzi stanno su un muretto di una scola tutti allo smartphone con gli zaini sulle spalle. sullo sfondo copre la bandiera italiana. immagine suggestiva in prospettiva

Quando la violenza a scuola diventa contenuto! Il caso di Roma riaccende l’allarme social mentre l’EU KIDS Act sembra vicino

21 Settembre 2026 07:33
In sintesi

A Roma, un'aggressione a una docente di una scuola media è stata trasmessa in diretta su Telegram, trasformandosi in un contenuto virale sui social. Le indagini hanno esaminato il dispositivo del ragazzo e i contatti online, sollevando interrogativi sul ruolo delle piattaforme nella diffusione di violenza. Nel frattempo, l'UE sta discutendo l'EU KIDS Act, una proposta che vuole limitare l'accesso dei minori ai social network in base all'età, introducendo controlli più severi e protezioni per i giovani utenti.

L’aggressione ad una docente in una scuola media di Centocelle, a Roma, ha portato nuovamente al centro dell’attenzione il rapporto tra minori, social network e contenuti violenti. Questa volta il protagonista è un ragazzo di 13 anni, il quale ha aggredito l’insegnante con uno spray urticante e un coltello. A rendere il caso ancora più significativo è un altro elemento, ovvero il tentativo di trasformare quanto brutta vicenda in un contenuto digitale capace di creare engagmente e portare like.

Secondo gli investigatori, il ragazzo aveva con sé uno smartphone collegato ad una diretta Telegram durante l’aggressione. I Carabinieri stanno esaminando il dispositivo e il suo profilo social, per ricostruire le comunicazioni precedenti all’evento e per verificare l’eventuale presenza di persone che abbiano potuto istigarlo anche se al momento, non è stato stabilito un rapporto tra i social e l’aggressione.

Ma è questo il punto più delicato. I social possono diventare il palcoscenico nel quale la violenza viene esibita, condivisa e quindi trasformata in spettacolo. Un gesto di questo tipo, un tempo sarebbe rimasto confinato nella realtà fisica, ma oggi può essere filmato, trasmesso in diretta, commentato e potenzialmente proposto ad un pubblico incollato di fronte un dispositivo digitale.

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Per un adolescente, inoltre, la distinzione tra ciò che accade nella vita reale e ciò che viene rappresentato online può diventare particolarmente complessa. La ricerca di attenzione, approvazione o riconoscimento attraverso visualizzazioni e interazioni si inserisce in un ecosistema progettato per mantenere l’utente continuamente coinvolto.

Il caso romano arriva proprio quando l’Europa sta discutendo un intervento senza precedenti sull’accesso dei minori al mondo digitale. Il 17 settembre la Commissione europea ha presentato l’EU KIDS Act, una proposta che introduce un accesso progressivo ai social network sulla base dell’età.

Secondo il progetto, sotto i 13 anni l’accesso ai social sarebbe vietato. Tra i 13 e i 15 anni sarebbe invece possibile utilizzare i social attraverso account gestiti dai genitori, con funzionalità limitate e un limite indicativo di un’ora al giorno.

Dai 15 anni i ragazzi potrebbero aprire e gestire autonomamente il proprio account. La proposta comprende anche piattaforme video, videogiochi e chatbot basati sull’intelligenza artificiale.

Bruxelles propone inoltre sistemi di verifica dell’età, profili dei minori privati per impostazione predefinita, limitazioni alle funzioni che incentivano l’uso compulsivo e maggiore protezione dai contatti indesiderati. Il testo dovrà ora essere discusso da Parlamento europeo e Consiglio prima di poter diventare legge.

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Il tema, dunque, non riguarda soltanto quanto presto un minore debba avere un profilo social, ma quale responsabilità debbano assumersi le piattaforme quando milioni di giovani entrano ogni giorno in un ambiente digitale capace di trasformare qualsiasi comportamento in contenuto.

Finalmente anche l’Europa sta iniziando a capire che i Social Network sono il male dei piccoli e che sebbene aumentano la socialità, i risvolti negativi sono di gran lunga peggiori rispetto ai benefici.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance