
Redazione RHC : 20 Luglio 2021 14:19
Biden crede che la Cina protegga gli hacker e offra alla Casa Bianca la possibilità di intraprendere delle azioni.
Come diceva qualcuno: e non finisce qui.
Il problema della sicurezza informatica, dopo gli attacchi alla Colonial Pipeline e alla JBS, dopo gli exploit di ZeroLogon e gli attacchi in supply-chain a Solarwinds e Kaseya, è diventata una questione di “sicurezza nazionale” e come tale le cose devono andare a fondo.
Era proprio questo che non volevano gli amministratori dei forum underground (ne parlammo relativamente al forum XSS) in quanto troppo clamore, troppa attenzione del pubblico porta ad azioni e reazioni pervasive che minacciano il business del crimine informatico organizzato nel profondo.
Gli Stati Uniti e gli alleati occidentali si legge nelle riviste americane (anche noi italiani?) hanno condannato Pechino per aver manipolato attacchi informatici dannosi dietro le quinte.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato il 19 luglio che riceverà un rapporto dettagliato sul ruolo delle agenzie di Intelligence non militari cinesi che utilizzano il ransomware per ricattare le organizzazioni americane.
Nell’ultima conferenza stampa alla quale ha partecipato Biden, gli è stato chiesto perché il governo abbia pubblicamente accusato il Ministero della sicurezza nazionale cinese di utilizzare degli appaltatori, con competenze nei crimini informatici, per condurre operazioni non autorizzate in tutto il mondo senza imporre immediatamente sanzioni a Pechino.
Biden ha risposto:
“Stiamo ancora determinando cosa è successo. L’indagine non è ancora finita”.
Biden ha anche affermato che, a suo avviso, il governo cinese è diverso dal governo russo: Pechino non ha condotto attacchi informatici personalmente, ma ha invece finanziato e protetto gli hacker che hanno lanciato gli attacchi informatici.
Il portavoce della Casa Bianca Jen Psaki (una giornalista statunitense, attualmente portavoce della Casa Bianca nell’amministrazione di Joe Biden), ha affermato che gli Stati Uniti non intendono esercitare moderazione nel rispondere alle minacce informatiche provenienti dalla Cina e si riservano il diritto di adottare ulteriori misure di ritorsione quando lo ritengano opportuno.
La Psaki ha infine dichiarato:
“Questa non è la fine dei nostri sforzi contro gli attacchi informatici legati alla Cina o alla Russia”.
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