La vulnerabilità CVE-2026-0826 è un buffer overflow basato su stack non autenticato che colpisce i telefoni VoIP HP Poly VVX e Trio. Questa falla permette a un attaccante remoto di eseguire codice arbitrario con privilegi root, sfruttando il parsing degli attributi SDP per ICE. La vulnerabilità è stata dimostrata con successo su vari modelli della serie VVX e Trio IP Conference.
Rapid7, ha recentemente condotto una ricerca su un bug zero-day che riguarda il telefono VoIP HP Poly VVX 450, scoprendo una grave falla di buffer overflow su stack non autenticato, identificata come CVE-2026-0826. Questo bug, permette a un attaccante di eseguire codice arbitrario con privilegi root sul dispositivo bersaglio.
La vulnerabilità risiede nel parsing degli attributi del Session Description Protocol (SDP) per l’Interactive Connectivity Establishment (ICE).
Sebbene ICE non risulti abilitato di default, deve essere attivato affinché un attaccante possa sfruttare questa falla di sicurezza.
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La ricerca in questione, ha confermato che oltre al VVX 450, ci sono altri modelli della serie VVX (VVX 150, VVX 250, VVX 350) affetti da questo bug e tre modelli della serie Trio IP Conference (Trio 8800, Trio 8500, Trio 8300).
La vulnerabilità in questione, monitorata con il codice CVE-2026-0826 ha un punteggio CVSSv4 di 9.2 (Critico) e una Common Weakness Enumeration (CWE) di CWE-121: Stack-based Buffer Overflow.
Rapid7 Labs ha sviluppato anche un modulo di exploit per Metasploit il quale dimostra come un attaccante non autenticato possa sfruttare questa vulnerabilità per ottenere privilegi root su un dispositivo vulnerabile.
L’exploit è stato testato con sul firmware 6.4.7.4477 del VVX 450, mostrando l’esecuzione di un reverse shell e vari comandi OS arbitrari.
L’analisi si basa su un dispositivo VVX 450 con firmware 6.4.7.4477, con la funzionalità ICE abilitata (che abbiamo visto è un prerequisito per il funzionamento dell’exploit). Il binario principale /user/local/root/polyapp (32 bit ARM, Little Endian) gestisce il parsing dei dati SDP ricevuti in una richiesta SIP su UDP port 5060.
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Quando i dati SDP sono processati da ICE, l’attributo “candidate” viene analizzato e dovrebbe contenere un indirizzo di trasporto per la connessione. Tuttavia, il parsing dell’attributo “candidate” comporta una vulnerabilità di buffer overflow nel binario /user/local/root/polyapp.
Per dimostrare la vulnerabilità, è stato creato un esempio di richiesta SIP INVITE con un attributo “candidate” malformato. Questo attributo è composto da una sequenza di caratteri specifica che sovrascrive i registri salvati e il programma counter (pc), permettendo all’attaccante di eseguire codice arbitrario.
L’exploit sfrutta l’overflow per ottenere il controllo completo del dispositivo, permettendo all’attaccante di eseguire codice arbitrario con privilegi root
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