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REvil Ransomware: il cerchio si chiude. Due arrestati.

Due membri della banda REvil (Sodinokibi), al centro di una serie di controversi crimini informatici in modalità RaaS (Ransomware as a service) sono stati arrestati in Ucraina a seguito di un’operazione congiunta delle forze dell’ordine internazionali.

Gli arresti sono avvenuti la scorsa settimana, il 28 settembre, a Kiev, capitale dell’Ucraina, e sono stati eseguiti da agenti della polizia nazionale ucraina, con l’aiuto della gendarmeria francese, dell’FBI, dell’Europol e dell’Interpol.

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Due sospetti sono stati arrestati, tra cui un venticinquenne ritenuto un membro cruciale del gruppo ransomware. I funzionari ucraini hanno affermato in un comunicato stampa che il sospettato è responsabile di attacchi a più di 100 aziende in tutto il mondo e ha causato danni per oltre 150 milioni di dollari, senza citare il nome della cyber-gang.

A seguito di perquisizioni in sette proprietà, inclusi i familiari del principale sospettato di 25 anni, gli agenti hanno sequestrato computer utilizzati per accedere ai server remoti da cui è stato distribuito il ransomware, due auto, 375.000 dollari in contanti e 1,3 milioni di dollari in criptovalute.

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In un comunicato stampa, Europol ha affermato che i sospetti erano attivi dall’aprile 2020 e che il loro gruppo era “noto per le loro esorbitanti richieste di riscatto (tra 5 e 70 milioni di euro).”, dove il 70 milioni di euro fanno riferimento all’universal decryptor dell’hack di Kasaya.

Diversi ricercatori di sicurezza hanno suggerito che i due sospetti arrestati la scorsa settimana fossero membri della banda del ransomware REvil.

Inoltre, un video di una delle perquisizioni domiciliari rilasciato dalla polizia ucraina mostra agenti che setacciano computer e tablet sbloccati, suggerendo che gli investigatori potrebbero aver avuto accesso a informazioni sensibili che potrebbero consentire loro di infiltrarsi nella struttura della banda del ransomware.

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