La multinazionale energetica italiana, Enel Group venne colpita da un attacco ransomware nel 2020.
Ad attaccare è stata la cybergang Netwalker, la quale chiese un riscatto di 14 milioni di dollari per la chiave di decrittazione e per non rilasciare 6 terabyte di dati rubati.
Enel è uno dei maggiori player del settore energetico europeo, con oltre 61 milioni di clienti in 40 paesi del mondo.
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Ad inizio di giugno del 2020, la rete interna di Enel venne attaccata dal ransomware Snake, noto anche come EKANS. Ma il tentativo è stato annullato prima che il malware potesse diffondersi.
Successivamente, il 19 ottobre, un ricercatore di sicurezza condivise con BleepingComputer una richiesta di riscatto di Netwalker che sembrava provenire da un attacco al Gruppo Enel.
Richiesta di riscatto da parte di NetWalker verso Enel
Nella richiesta di riscatto era incluso un collegamento a un URL che mostrava 6 TB di dati rubati dall’attacco. Sulla base dei nomi dei dipendenti nelle cartelle, è stato stabilito che l’attacco era stato sferrato al Gruppo Enel.
Pochi giorni dopo, Netwalker ha confermato che la vittima era il Gruppo Enel, dopo aver aggiunto un messaggio alla loro chat di supporto, affermando “Ciao Enel. Non aver paura di scriverci”.
Nella giornata di oggi, un ricercatore di sicurezza di Red Hot Cyber, Luca Mella, ha rilevato in vendita su un noto forum underground nella rete onion, 5 TB di dati di Enel.
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Tali dati sono stati messi in vendita per 1000 dollari, come mostrato dalla print screen successiva.
Post su un noto market underground dei dati di Enel
Andando ad analizzare la quantità di dati, il post nel market underground sta vendendo una parte dei dati esfiltrati da Enel, in quanto si parla di 5 TB e non di 6.
Quindi, presumibilmente si tratta dell’attacco effettuato da NetWalker ad Enel del 2020 e non di una nuova violazione. Ma tutto questo ci fa comprendere, che i dati una volta riversati nelle underground, sono persi per sempre e utilizzabili per qualsiasi malefatta criminali.
Infatti, non è raro imbattersi nella rivendita dei dati del più grosso data breach del mondo, quello avvenuto a Yahoo nel 2013 che perse 3 miliardi di credenziali e di informazioni dei suoi clienti.
Tutti potrebbero chiedersi: ma è un data breach vecchio, che senso ha acquisirlo?
Nel mentre attendiamo un comunicato ufficiale dell’azienda, RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.