
Come spesso abbiamo riportato su queste pagine, l’effetto delle sanzioni statunitensi sta alimentando una corsa alla tecnologia proprietaria sia in Russia che in Cina, portando le due superpotenze ad una loro autonomia nel mondo tecnologico.
La Cyber-politica e la sicurezza nazionale oggi è un elemento imprescindibile per ogni regione dello scacchiere geopolitico moderno. Solo il tempo potrà fornirci una chiara indicazione se la politica statunitense basata sulle “sanzioni”, avviata ormai da anni era errata.
Infatti per le superpotenze capaci di investire cifre da capogiro su ricerca, sviluppo e innovazione, tali sanzioni hanno solo aumentato lo stimolo ad eliminare la dipendenza tecnologica dagli USA, creando nuove opportunità.
Huawei Technologies ha annunciato progressi significativi nello sviluppo di sistemi operativi e intelligenza artificiale. Secondo il management, in 10 anni è stato possibile raggiungere risultati che gli Stati Uniti e l’Europa hanno impiegato 30 anni per raggiungere.
Durante una conferenza degli sviluppatori a Dongguan, Richard Yu, presidente del settore consumer di Huawei, ha affermato che il sistema operativo Harmony è già stato installato su oltre 900 milioni di dispositivi. Harmony è stato creato nel 2019 in risposta alle sanzioni statunitensi che negavano a Huawei l’accesso ad Android.
L’intelligenza artificiale Ascend di Huawei è diventata la seconda più popolare dopo i prodotti di Nvidia, leader di mercato nei chip AI. Secondo l’azienda, l’era dell’Internet delle cose ha aperto opportunità per superare il dominio di lunga data degli Stati Uniti e dell’Europa nel settore del software.
I successi di Huawei non si limitano agli sviluppi. Dopo il lancio dello smartphone Mate 60 con chip cinese migliorato, nei primi cinque mesi dell’anno le vendite dei dispositivi basati su Harmony sono cresciute del 68%. Nel primo trimestre del 2024, HarmonyOS ha superato iOS conquistando il secondo posto nel mercato cinese dei sistemi operativi mobili con una quota del 17%.
Questi risultati dimostrano il potenziale crescente delle aziende tecnologiche cinesi e la loro capacità di competere con i giganti occidentali anche di fronte a sanzioni e restrizioni.
Concludendo, l'”autonomia tecnologica” e le “tecnologie domestiche” sono diventati un argomento di importante discussione a livello politico sia in Cina che in Russia, quando altri paesi non sanno neppure l’esistenza del concetto.
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