I ricercatori hanno scoperto 131 estensioni per automatizzare il funzionamento di WhatsApp Web nello store ufficiale di Chrome. Tutte venivano utilizzate per inviare spam di massa agli utenti brasiliani.
Secondo gli analisti di Socket, tutte queste estensioni condividono la stessa base di codice, gli stessi design pattern e la stessa infrastruttura. Insieme, contano circa 20.905 utenti attivi.
“Non si tratta di un malware classico; è una campagna di spam automatizzata ad alto rischio che viola le regole della piattaforma”, spiega Kirill Boychenko, specialista di Socket. “Il codice viene iniettato direttamente nella pagina Web di WhatsApp, collaborando con gli script di WhatsApp per automatizzare gli invii di massa e la pianificazione in modo da aggirare la protezione anti-spam.”
Advertising
L’obiettivo finale di questa campagna è inviare messaggi di massa tramite WhatsApp in modo da aggirare i limiti di frequenza dei messaggi e la protezione antispam della piattaforma. I ricercatori scrivono che questa attività è in corso da almeno nove mesi, con nuovi download e aggiornamenti delle estensioni osservati solo il 17 ottobre 2025.
Ogni estensione utilizza un nome e un logo diversi, ma la maggior parte è pubblicata dagli sviluppatori WL Extensão e WLExtensao. A volte, le estensioni vengono pubblicizzate come strumenti CRM per WhatsApp, promettendo di massimizzare le vendite tramite la versione web del messenger.
Gli esperti ritengono che tali differenze nel branding siano il risultato del franchising, che consente agli operatori di estensioni di inondare il Chrome Web Store con cloni dell’estensione ZapVende originale creata da DBX Tecnologia.
“Trasforma WhatsApp in un potente strumento di vendita e gestione dei contatti. Con Zap Vende avrai accesso a un CRM intuitivo, all’automazione dei messaggi, all’invio di email di massa, a un funnel di vendita visivo e molto altro”, si legge nella descrizione di un’estensione nel Chrome Web Store. “Organizza il servizio clienti, monitora i lead e pianifica i messaggi in modo pratico ed efficace.”
Secondo Socket, DBX Technology pubblicizza un programma di rivendita white-label che consente ai potenziali partner di rinnovare il marchio e vendere l’estensione WhatsApp Web con il proprio marchio. I ricercatori sottolineano che tutto ciò viola la politica antispam e antiabuso del Chrome Web Store. In particolare, agli sviluppatori e ai loro partner è vietato ospitare più estensioni con funzionalità duplicate sulla piattaforma.
Advertising
Inoltre, è stato scoperto che DBX aveva pubblicato su YouTube dei video su come aggirare gli algoritmi anti-spam di WhatsApp quando si utilizzano tali estensioni.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.