Il 6 marzo si è tenuta una sessione molto particolare, grazie ad un’iniziativa del corpo docenti, del progetto di educazione digitale promosso da Area Legale “Ubi Minor” all’ISIS “Arturo Malignani” di Udine, dopo gli interventi già realizzati a Roma, all’I.C. Marcello Mastroianni – plesso “Duca D’Aosta”, per accompagnare i minori in un percorso per l’utilizzo consapevole delle tecnologie. Il progetto tocca tematiche quali alfabetizzazione digitale, sicurezza cyber, hacking, cyber bullismo, linguaggio violento, condivisione delle informazioni, ecosistemi social ed Intelligenza Artificiale.
Per Sergio Aracu, founding partner di Area Legale e primo promotore del progetto, è un impegno di responsabilità:
Alfabetizzare in ambito digitale è forse l’unico argine per permettere a chiunque di affrontare con consapevolezza l’immersione nelle tecnologie digitali. Da qui l’importanza del progetto “Ubi Minor”, che va a costituire consapevolezza nella fascia di età forse più impattata ma, probabilmente, più difficile da raggiungere”
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A Udine, Stefano Gazzella ha proposto un’esplorazione profonda del concetto di digital trust attraverso una sessione svolta in due fasi. Nella prima, c’è stato un dialogo con i ragazzi delle classi quarte sulla vita e la sopravvivenza all’interno degli ecosistemi digitali. Dalle interazioni con le differenti tecnologie e, soprattutto, i limiti della fiducia in questi ambiti. Alcune truffe, infatti, possono essere agevolate non solo dai mezzi a disposizione dei cybercriminali ma soprattutto dalla scarsa igiene digitale delle vittime sfruttando proprio la fiducia attraverso delle tecniche di social engineering. Sono stati analizzati alcuni schemi di truffa e di attacchi cyber che sfruttano principalmente le vulnerabilità umane, individuando gli elementi e le leve di maggiore successo che è possibile comunque riconoscere all’interno di schemi ricorrenti.
Nella seconda fase, richiamando un format già presentato all’interno della cornice del Digital Security Festival, si è svolta invece una sessione interattiva con la quale i ragazzi hanno assunto le vesti di ingeneri sociali al servizio di un signore del cybercrime partecipando ad un vero e proprio contest fra gang rivali. Grazie alla leggerezza di un gioco che ammicca alle ambientazioni alla GTA, è stato in poco tempo chiaro per tutti che anche pochi dati, apparentemente irrilevanti, possono essere impiegati in modo estremamente redditizio se c’è un’idea.

Le proposte di scam portate all’attenzione del King of Cybercrime hanno riguardato gli ambiti più disparati, coinvolgendo anche social scam, siti fasulli, estorsioni, campagne massive o mirate.
A conferma che, come dalla scritta che ha campeggiato a conclusione dell’evento: l’unico limite alla sicurezza siamo noi. Nel bene o nel male. Con l’impegno da parte di ragazzi e ragazze a promuovere e riproporre questi insegnamenti all’interno della propria cerchia sociale.
Chi ha vinto? Cliccate sul link per scoprirlo…(ma anche no, quindi evitiamo di mettere link cliccabili!)
Se c’è interesse nel proporre ad una scuola il progetto, questo è possibile contattando la redazione.