
Ne abbiamo parlato ieri del fatto che il personale della ASL Napoli 3 sud, a causa dell’attacco informatico, è stato costretto ad incassare la metà dello stipendio in quanto il totale delle spettanze non potevano essere calcolate a causa dell’attacco informatico.
Come avevamo riportato, il personale medico già al collasso a causa dell’emergenza sanitaria, sicuramente non si sarebbe aspettato questo trattamento ed infatti i sindacati Fsi – Usae e Nursing Up sono sul piede di guerra.
Nel caso specifico degli stipendi, i sistemi informativi sono andati in tilt tanto da non poter controllare lo storico dei singoli dipendenti e poter valutare eventuali straordinari.
“È vergognoso – attaccano Fsi – Usae e Nursing Up -. Da questo momento proclamiamo lo stato di agitazione chiedendo all’Asl di rispettare le tabelle contrattuali considerato anche che tutti i lavoratori vivono in uno stato di estremo disagio sotto l’aspetto lavorativo e sociale”.
Riporta la Fsi – Usae e Nursing Up, mentre tiene la stessa linea la Fials:
“Ci auguriamo un ripristino del sistema informatico nonché il pagamento delle intere spettanze al personale che questo mese non ha ricevuto nessun acconto. Inviamo la nostra nota anche al Prefetto di Napoli perché serpeggia il malcontento tra il personale per l’ingiusta privazione stipendiale per cui è in atto lo stato di agitazione”
Ma questo era prevedibile, visto che tutto il personale è stato costretto a ricevere una media di circa 500 euro in media in meno rispetto a quanto prevedono i contratti base di ogni singolo dipendente, senza tener conto anche delle eventuali festività accumulate nel corso del mese precedente.
Tutto questo a causa dell’incidente informatico che sta completamente bloccando il normale svolgimento dei lavori fra gli uffici del comprensorio stabiese.
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