Un’insidiosa offensiva di malware, nota come “Sindoor Dropper”, si concentra sui sistemi operativi Linux, sfruttando metodi di spear-phishing raffinati e un complesso processo d’infezione articolato in diverse fasi. L’operazione subdola prende di mira gli utenti con esche legate al recente scontro tra Pakistan e India, conosciuto con il nome di Operazione Sindoor, al fine di convincerli ad attivare file nocivi.
La campagna Sindoor Dropper evidenzia un’evoluzione nelle tecniche di attacco degli autori delle minacce, dimostrando una chiara attenzione agli ambienti Linux, meno presi di mira dalle campagne di phishing.
L’attacco inizia quando un utente apre un .desktopfile dannoso, denominato “Note_Warfare_Ops_Sindoor.pdf.desktop”, che si spaccia per un normale documento PDF . Secondo l’analisi del sistema Nextron, una volta eseguito, apre un PDF escamotage benigno per mantenere l’illusione di legittimità, mentre avvia silenziosamente in background un processo di infezione complesso e fortemente offuscato.
Advertising
Il .desktopfile, riporta Nextron, scarica diversi componenti, tra cui un decryptor AES ( mayuw) e un downloader crittografato ( shjdfhd). Un tratto peculiare di questa attività è l’utilizzo di file desktop trasformati in strumenti offensivi, tecnica in precedenza attribuita al gruppo APT36, altresì noto come Transparent Tribe o Mythic Leopard, specializzato nelle minacce avanzate e persistenti.
Il processo in questione è stato ideato per sfuggire sia all’analisi statica sia a quella dinamica. Al momento della sua individuazione, il payload iniziale non aveva lasciato traccia su VirusTotal, risultando quindi non rilevato. Il decryptor, un binario Go compresso con UPX, viene intenzionalmente corrotto rimuovendo i suoi magic byte ELF, probabilmente per bypassare le scansioni di sicurezza su piattaforme come Google Docs. Il .desktopfile ripristina questi byte sul computer della vittima per rendere nuovamente eseguibile il binario.
Questo avvia un processo in più fasi in cui ogni componente decifra ed esegue il successivo. La catena include controlli anti-macchina virtuale di base, come la verifica dei nomi delle schede e dei fornitori, l’inserimento nella blacklist di specifici prefissi di indirizzi MAC e il controllo del tempo di attività della macchina.
Il payload finale è una versione riadattata di MeshAgent, uno strumento di amministrazione remota open source legittimo. Una volta implementato, MeshAgent si connette a un server di comando e controllo (C2) ospitato su un’istanza EC2 di Amazon Web Services (AWS) all’indirizzo wss://boss-servers.gov.in.indianbosssystems.ddns[.]net:443/agent.ashx.
Ciò fornisce all’aggressore l’accesso remoto completo al sistema compromesso, consentendogli di monitorare l’attività dell’utente, spostarsi lateralmente sulla rete ed esfiltrare dati sensibili, ha affermato Nextron.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza:Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione
Sono ufficialmente aperte le adesioni al Program Sponsor della Red Hot Cyber Conference 2027, la sesta edizione dell’evento annuale gratuito promosso dalla community di Red Hot Cyber per diffondere cultura, competenze e consapevolezza sui temi della cybersecurity, dell’innovazione e delle tecnologie digitali. La Conference si terrà a Roma, martedì 18 e mercoledì 19 maggio 2027, presso l’Auditorium del Seraphicum, nel cuore del quartiere EUR, con una giornata dedicata ai workshop pratici e alle attività tecniche e una seconda giornata interamente dedicata alla conferenza.
Anche per il 2027, le aziende potranno scegliere di sostenere concretamente il progetto attraverso il Program Sponsor, partecipando alla crescita di un appuntamento che mette in relazione professionisti, aziende, istituzioni, studenti, ricercatori e appassionati di tecnologia. Il programma prevede la possibilità di aderire come Sponsor Sostenitore, una formula pensata per le aziende che desiderano essere tra le prime realtà a credere e contribuire alla realizzazione della nuova edizione, oppure attraverso i tre consueti livelli di sponsorizzazione Platinum, Gold e Silver. Ogni livello di sponsorizzazione acquistato, sarà accompagnato da un pacchetto Advertising, con l'opportunità di visibilità attraverso articoli, banner e contenuti all’interno del circuito editoriale di Red Hot Cyber.
Le aziende interessate a conoscere le formule disponibili, il Media Kit e tutte le opportunità previste dal Program Sponsor 2027 possono richiedere informazioni scrivendo a [email protected].