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Un'immagine concettuale e drammatica in primo piano mostra un processore AMD posizionato al centro, che sembra esplodere o frantumarsi sotto una pressione immensa. Il chip, di forma quadrata con i bordi metallici tipici dei processori moderni, presenta il celebre logo "AMD" in bianco su uno sfondo nero opaco. La superficie del processore è attraversata da profonde crepe realistiche che suggeriscono una rottura strutturale imminente. Attorno al componente elettronico, centinaia di frammenti di ghiaccio cristallino o vetro si irradiano verso l'esterno, creando un effetto di esplosione radiale. Le schegge sono traslucide, con bordi taglienti che riflettono una luce fredda e soffusa, contrastando nettamente con la superficie scura e ruvida della base sottostante, che ricorda il cemento o la pietra scura. L'illuminazione è d'atmosfera, con toni freddi che spaziano dal blu notte al grigio antracite, conferendo all'immagine un tono tecnologico ma catastrofico. I dettagli sono estremamente nitidi, dalle venature dei frammenti di ghiaccio ai piccoli contatti dorati visibili lungo il bordo inferiore del chip. L'insieme comunica visivamente concetti come il superamento dei limiti di potenza, il surriscaldamento estremo (paradossalmente rappresentato dal ghiaccio che si spezza) o il fallimento critico di un sistema hardware ad alte prestazioni.

Sinkclose: un bug vecchio di decenni consente l’installazione di malware persistente nei Processori AMD

12 Agosto 2024 07:54

I ricercatori di IOActive hanno scoperto una vulnerabilità critica nei processori AMD che esiste da diversi decenni. Questa vulnerabilità, chiamata Sinkclose, consente agli aggressori di penetrare nelle parti più sicure del computer, considerata un’operazione quasi impossibile. Gli esperti avvertono che questo problema riguarda quasi tutti i processori AMD dal 2006, e forse anche prima.

Gli esperti Enrique Nissim e Krzysztof Okupski presenteranno i dettagli di questa vulnerabilità alla conferenza Def con di LAS Vegas. Consente agli hacker di eseguire il proprio codice in una modalità particolarmente privilegiata del processore AMD, destinata solo alla parte protetta del firmware. Ciò apre la strada alla creazione di malware che possono radicarsi in profondità nel sistema e rimanere inosservati anche se il sistema operativo viene reinstallato.

Per sfruttare questa vulnerabilità, gli aggressori devono accedere al kernel del sistema operativo. Successivamente potranno installare sul computer il cosiddetto “bootkit”.

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Si tratta di un malware che non può essere rilevato dai programmi antivirus. Questo software ti dà il controllo completo del computer e persiste anche dopo un riavvio. Inoltre, se il sistema di sicurezza fosse configurato in modo errato, cosa che secondo i ricercatori si verifica nella maggior parte dei sistemi testati, sarebbe quasi impossibile rimuovere il software.

Okupski sottolinea che nemmeno la formattazione del disco rigido aiuterà a eliminare questa minaccia: “Anche se pulisci completamente il disco, il malware rimarrà. È quasi impercettibile e virtualmente inosservabile.” L’unico modo per rimuovere tale software è aprire fisicamente il case del computer e utilizzare attrezzature speciali per cancellare la memoria.

AMD ha riconosciuto l’esistenza di questa vulnerabilità e ha ringraziato i ricercatori per il loro lavoro. L’azienda ha già rilasciato patch per alcuni dei suoi prodotti, inclusi i processori delle serie EPYC e Ryzen, e prevede di rilasciare aggiornamenti anche per altre linee di CPU nel prossimo futuro. Tuttavia, non è chiaro come AMD intenda colmare completamente questo divario e quando ciò avverrà.

I ricercatori sottolineano che, sebbene questa vulnerabilità possa essere difficile da sfruttare, gli hacker sofisticati, in particolare quelli sostenuti dalle agenzie governative, potrebbero già disporre degli strumenti necessari per sfruttarla.

Le correzioni per questa vulnerabilità verranno distribuite tramite gli aggiornamenti del sistema operativo. Si consiglia vivamente agli utenti di installarli il prima possibile (non appena saranno disponibili) per prevenire possibili attacchi.

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Nel frattempo, AMD ha già aggiornato la sua pagina del bollettino sulla sicurezza per includere un elenco di chip interessati dalla vulnerabilità Sinkclose.


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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations.