Secondo Sekoia, tre importanti agenzie governative svolgono un ruolo chiave nelle attività informatiche della Cina e sono: Esercito Popolare di Liberazione (PLA), il Ministero della Sicurezza dello Stato (MSS) e il Ministero della Pubblica Sicurezza (MPS). Dall’inizio del 2021, le operazioni attribuite alla Cina sono state sempre più associate ad agenzie governative.
Gruppi affiliati all’esercito come BlackTech, Naikon, Tonto Team e Tick sono diventati meno attivi. Sono stati sostituiti da gruppi squali APT10, APT31, APT40, APT41, Mustang Panda e Lucky Mouse. Secondo lo studio vengono condotte operazioni di influenza anche nei paesi del sud-est asiatico. È stato riferito che per tali compiti il dipartimento può ricevere aiuto da una delle più grandi società cinesi di sicurezza informatica: QiAnXin.
È interessante notare che le sezioni regionali del MSS e dell’MPS hanno una grande libertà d’azione. Reclutano attivamente aziende private per sferrare attacchi e raccogliere dati, il che consente loro di agire di nascosto ed evitare l’attribuzione diretta alle agenzie governative.
Advertising
Oltre alle agenzie governative, una volta partecipavano a tali operazioni anche cittadini comuni, i cosiddetti hacker patriottici. In precedenza avevano effettuato attacchi in risposta a conflitti internazionali, ma col tempo le loro attività sono diventate parte delle operazioni governative. Dalla metà degli anni 2000, questi hacker hanno smesso di agire da soli e hanno iniziato a lavorare in aziende private, continuando a partecipare ad attacchi informatici a livello professionale.
Il rapporto si concentra in particolare su come gli hacker patriottici abbiano contribuito a creare malware come PlugX e ShadowPad , che ora vengono utilizzati attivamente dai gruppi APT cinesi. Tutto ciò è diventato possibile grazie alle politiche di Xi Jinping, che nel 2015 ha ufficialmente unito gli sforzi di specialisti militari e civili per le operazioni informatiche.
Recenti indiscrezioni provenienti dalla società informatica cinese I-SOON hanno rivelato importanti dettagli su come la Cina orchestra gli attacchi informatici. Le agenzie governative coinvolgono sempre più aziende private a livello provinciale e cittadino per svolgere operazioni informatiche. Ciò consente di nascondere le vere fonti degli attacchi e di renderli difficili da rintracciare.
L’MPS raccoglie attivamente dati sulle nuove vulnerabilità, ricevendoli da ricercatori e aziende, per poi utilizzare negli attacchi. Il rapporto rileva inoltre che aziende come I-SOON e altre aziende tecnologiche ora forniscono i propri servizi non solo a grandi agenzie governative, ma anche per singole attività.
Il rapporto suggerisce che i moderni gruppi APT cinesi sono un ibrido di hacker privati e governativi che collaborano per eseguire attacchi complessi, anziché limitarsi a una struttura specifica. Ciò complica il processo di attribuzione ed evidenzia l’attenzione strategica della Cina sull’utilizzo di una varietà di risorse per lo spionaggio informatico e le operazioni di informazione.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.