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Spotify non basta più! Le vendite dei CD negli USA schizzano del 46%

7 Settembre 2026 18:49
In sintesi

L'American Recording Industry Association (RIAA) ha riferito che le vendite di compact disc sono aumentate del 45,7% su base annua nella prima metà del 2026, con 17,7 milioni di unità vendute. La società di ricerca Luminate ha confermato un aumento simile, attribuendolo all'uscita di edizioni speciali di artisti K-pop come BTS.

L’American Recording Industry Association (RIAA) ha pubblicato un rapporto secondo il quale le vendite di compact disc sono schizzate alle stelle nella prima metà del 2026. Nella comunicazione dell’organizzazione si afferma che nei primi sei mesi dell’anno corrente sono stati venduti 17,7 milioni di CD, significativamente di più rispetto ai 12 milioni di dischi venduti nello stesso periodo dell’anno precedente.

I dati della RIAA indicano un aumento delle vendite di compact disc del 45,7% su base annua in termini di unità e del 58,6% in termini di valore monetario. Ancora più sorprendente è il fatto che le vendite di CD siano diminuite del 22% nel periodo 2024-2025. È interessante notare che non solo la RIAA ha prestato attenzione al significativo aumento di popolarità dei compact disc.

A luglio, la società di ricerca Luminate ha pubblicato un rapporto secondo il quale nella prima metà del 2026 sono stati venduti 16,3 milioni di dischi. L’azienda ritiene che l’aumento della domanda sia legato all’uscita di edizioni speciali di artisti K-pop come BTS. Nel rapporto si osservava che l’aumento di popolarità dei compact disc è stato favorito dal fatto che i rappresentanti della Generazione Z e i millennial considerano i supporti fisici come oggetti da collezione.

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Secondo i calcoli di Luminate, solo circa la metà del numero totale di acquirenti di dischi possiede lettori CD e li utilizza per il loro scopo principale.

Parallelamente a ciò, continua la rinascita dei dischi in vinile. Nei primi sei mesi sono stati venduti 26,5 milioni di dischi, quasi il 21% in più rispetto allo stesso indicatore del 2025. Le vendite di audio su altri supporti fisici sono aumentate di oltre il 73%, raggiungendo 1,6 milioni di unità.

Il dato più interessante, non è soltanto il +45,7% dei CD. È il fatto che il vintage stia tornando a essere contemporaneo. Non è un semplice ritorno tecnologico al passato: è una reazione alla smaterializzazione quasi totale della nostra vita digitale. E proprio di recente, in un altro articolo, abbiamo raccontato un fenomeno emblematico: la rimessa in vendita delle audiocassette Maxell, tornate sul mercato anche grazie alla domanda delle persone.

È difficile immaginare un segnale più evidente di questa inversione di tendenza. La vera domanda non è perché i CD stiano tornando, ma perché abbiamo iniziato a sentire nuovamente il bisogno di possedere qualcosa. Lo streaming ha reso la musica infinita, ma proprio questo rischia di renderla anche meno memorabile.

Un brano è disponibile, ma non necessariamente nostro. Un CD, una cassetta o un vinile introducono invece un piccolo rituale, un oggetto, una copertina, una traccia fisica del tempo che rimane nella mente delle persone. Ma anche un luogo dove è stata acquistata, quando è stata registrata, tutte cose che abbiamo perso con la digitalizzazione di tutto.

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È quasi un paradosso della tecnologia: quando tutto diventa immateriale, ciò che è materiale acquista valore.

E quindi il vintage non sta tornando perché il passato era migliore, ma perché nel futuro digitale abbiamo iniziato a desiderare qualcosa che possiamo stringere tra le mani.



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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance