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Squidoor: un’analisi della backdoor cinese che minaccia le organizzazioni globali

Squidoor: un’analisi della backdoor cinese che minaccia le organizzazioni globali

7 Marzo 2025 17:19

Dal marzo 2023, un sospetto gruppo APT (Advanced Persistent Threat) di origine cinese ha iniziato a prendere di mira vari settori critici a livello globale, con particolare attenzione a governi, difesa, telecomunicazioni, aviazione ed educazione nel Sud-Est asiatico e in Sud America. Questo attore malevolo ha dimostrato capacità avanzate di attacco grazie all’impiego di Squidoor, una backdoor sofisticata e modulare progettata per operare in modo furtivo su sistemi Windows e Linux.

L’attacco, come evidenziato dalla mappatura delle connessioni di Threat Intelligence (vedi immagine allegata), mostra un’infrastruttura articolata, con l’uso di molteplici tecniche di persistenza e di esfiltrazione dei dati. Un’analisi dettagliata su questa minaccia è disponibile nel report pubblicato da Palo Alto Networks Unit 42, consultabile al seguente link: Unit 42 – Advanced Backdoor Squidoor. In questo articolo analizzeremo in dettaglio il funzionamento di Squidoor, le sue tecniche di evasione, i vettori di infezione e le contromisure necessarie per difendersi da questa minaccia.

Le caratteristiche tecniche di Squidoor

Squidoor non è una semplice backdoor, ma un sistema modulare avanzato che sfrutta diversi protocolli di comunicazione per mantenere l’accesso ai sistemi compromessi senza destare sospetti. Tra questi protocolli troviamo:

  • Outlook API: Il malware utilizza l’API di Outlook per trasmettere comandi e dati al server di comando e controllo (C2). Questo approccio rende difficile il rilevamento, poiché il traffico appare come normale comunicazione email.
  • Tunneling DNS: Squidoor può sfruttare richieste DNS per inviare dati ai server C2, eludendo firewall e sistemi di monitoraggio del traffico.
  • Tunneling ICMP: L’uso di pacchetti ICMP (tipicamente impiegati per il ping) consente al malware di stabilire canali di comunicazione nascosti, complicando ulteriormente il rilevamento.

Oltre a queste capacità, Squidoor implementa sofisticate tecniche di offuscamento del codice (MITRE ATT&CK T1027), rendendo difficile la sua analisi e individuazione da parte dei sistemi di difesa tradizionali.

Le tecniche di infezione e persistenza

L’attacco inizia con la compromissione di server Microsoft Internet Information Services (IIS). Gli aggressori sfruttano vulnerabilità note per ottenere accesso iniziale e poi installano web shell offuscate, che garantiscono un accesso persistente ai sistemi infetti.

Queste web shell si caratterizzano per l’uso di chiavi di decrittazione simili e una struttura del codice che suggerisce una matrice comune. L’obiettivo è mantenere il controllo della macchina infetta, consentendo l’esecuzione di comandi remoti e l’esfiltrazione di dati sensibili.

Dalla mappatura delle connessioni di Threat Intelligence (vedi immagine), emergono diversi indirizzi IP e domini malevoli associati alla campagna, tra cui:

  • 104.244.72.123
  • update.hciiter.com
  • support.vmphere.com
  • microsoft-beta.com
  • zimbra-beta.info

Questi domini vengono utilizzati per le comunicazioni C2, permettendo agli attori della minaccia di eseguire operazioni di controllo e gestione dei dispositivi compromessi.

Le implicazioni per la sicurezza e le contromisure

L’uso di Squidoor rappresenta una minaccia significativa per le organizzazioni colpite, sia per la sua capacità di operare sotto traccia sia per la varietà di vettori di attacco impiegati. La capacità del malware di sfruttare protocolli legittimi come l’Outlook API e il DNS tunneling rende difficile il rilevamento mediante strumenti di sicurezza tradizionali.

Per proteggersi da questa minaccia, le organizzazioni devono adottare un approccio proattivo che includa:

  • Aggiornamento e patching: Garantire che i sistemi, in particolare i server IIS, siano sempre aggiornati con le ultime patch di sicurezza per ridurre le superfici di attacco disponibili.
  • Monitoraggio del traffico: Implementare soluzioni avanzate di monitoraggio in grado di individuare anomalie nel traffico di rete, soprattutto per quanto riguarda l’uso non convenzionale di DNS e ICMP.
  • Analisi delle email: Monitorare le API di Outlook per identificare possibili abusi da parte di malware.
  • Threat Intelligence e Response: Integrare strumenti di Threat Intelligence per individuare in anticipo gli indicatori di compromissione (IoC) associati a Squidoor e attivare contromisure adeguate.

L’attacco Squidoor dimostra l’evoluzione delle minacce APT e la necessità di difese avanzate per contrastarle. L’adozione di protocolli legittimi per scopi malevoli, unita alla capacità di operare su sistemi multipiattaforma, evidenzia l’importanza di strategie di sicurezza multilivello.

Le aziende e gli enti governativi devono essere consapevoli dei rischi e implementare misure di sicurezza avanzate per prevenire, rilevare e mitigare attacchi come questo. Solo attraverso un approccio basato su intelligence, monitoraggio continuo e aggiornamenti costanti è possibile contrastare minacce sofisticate come Squidoor e proteggere dati e infrastrutture critiche.

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Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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