I criminali informatici sono a caccia. Sona a caccia di VPN Ivanti e la prossima potrebbe essere quella installata nella tua organizzazione!
I cybercriminali infatti sono alla ricerca di VPN Ivanti da sfruttare e lo stanno facendo attivando scansioni mirate. Un aumento delle attività di scansione rivolte ai sistemi VPN Ivanti Connect Secure (ICS) e Ivanti Pulse Secure (IPS), sono state rilevate recentemente e questo segnala un potenziale sforzo di ricognizione coordinato da parte degli autori della minaccia.
Questo aumento delle scansioni avvengono dopo la pubblicazione della vulnerabilità critica di buffer overflow basata sullo stack in Ivanti Connect Secure (versioni 22.7R2.5 e precedenti), Pulse Connect Secure 9.x (ora fuori supporto), Ivanti Policy Secure e Neurons per i gateway ZTA. Il bug di sicurezza è monitorato dal National Vulnerability Database con il codice CVE-2025-22457.
Advertising
Anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana (ACN) aveva pubblicato un bollettino riportato la fase di sfruttamento attivo del bug di sicurezza all’inizio del mese di aprile. Inizialmente sottovalutata, si è poi scoperto che questa falla permetteva invece l’esecuzione di codice remoto (RCE) non autenticato, consentendo agli aggressori di eseguire codice arbitrario su dispositivi vulnerabili.
L’11 febbraio 2025 è stata rilasciata una patch per CVE-2025-22457 (versione ICS 22.7R2.6), ma molti dispositivi legacy rimangono senza patch e sono esposti.
I sistemi di monitoraggio di GreyNoise hanno segnalato scansioni massive attraverso i loro tag scanner ICS dedicati, che tracciano gli IP che tentano di identificare sistemi ICS/IPS accessibili tramite Internet .
Il picco, che ha registrato oltre 230 indirizzi IP univoci che hanno sondato gli endpoint ICS/IPS in un solo giorno, rappresenta un aumento di nove volte rispetto alla tipica base di riferimento giornaliera di meno di 30 IP univoci.
I tre principali Paesi di origine delle attività di scansione sono Stati Uniti, Germania e Paesi Bassi, mentre i principali obiettivi sono le organizzazioni in questi Paesi. Negli ultimi 90 giorni sono stati osservati 1.004 IP univoci che hanno eseguito scansioni simili, con le seguenti classificazioni: 634 Sospetto, 244 Malizioso, 126 Benigno.
Advertising
È importante notare che nessuno di questi IP era falsificabile, il che indica che gli aggressori hanno sfruttato infrastrutture reali e tracciabili. Gli IP dannosi precedentemente osservati in altre attività nefaste provengono principalmente dai nodi di uscita Tor e da noti provider cloud o VPS.
Lo sfruttamento in natura è già stato confermato, con gruppi APT (Advanced Persistent Threat) come UNC5221 che hanno sottoposto la patch a reverse engineering per sviluppare exploit funzionanti. Per mitigare i rischi, le organizzazioni dovrebbero:
Installare immediatamente le patch più recenti su tutti i sistemi ICS/IPS (ICS 22.7R2.6 o successive).
Esaminare i registri per rilevare sospette ricerche e tentativi di accesso da IP nuovi o non attendibili.
Bloccare gli IP sospetti o dannosi identificati da GreyNoise e altri feed di threat intelligence.
Monitorare attività di autenticazione insolite, in particolare da Tor o da IP ospitati sul cloud.
Utilizza lo strumento Integrity Checker (ICT) di Ivanti per identificare i segnali di compromissione.
GreyNoise continua a monitorare questa minaccia in evoluzione e consiglia ai team di sicurezza di restare vigili.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.