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Steganografia e Immagini BMP: Come il Cybercrime Attraverso Il Malware Mina Monero

28 Gennaio 2025 14:18

Gli specialisti Doctor Web hanno scoperto campioni di malware che, dopo un esame più attento, si sono rivelati componenti di una campagna di mining attiva per la criptovaluta Monero. Allo stesso tempo, vengono costruite due catene dannose lanciando script che estraggono payload dannosi da file di immagine in formato BMP.

Secondo i ricercatori, questa campagna è attiva dal 2022, come dimostra il file eseguibile Services.exe, che è un’applicazione .NET che esegue uno script VBscript. Questo script implementa funzioni backdoor contattando il server degli aggressori ed eseguendo script e file inviati in risposta. Sul computer della vittima viene così scaricato il file dannoso ubr.txt, che è uno script per l’interprete PowerShell, la cui estensione è stata modificata da ps1 a txt.

Lo script verifica la presenza di minatori che potrebbero essere già installati sulla macchina compromessa e li modifica nelle versioni di cui hanno bisogno gli aggressori. I file installati dallo script rappresentano il minatore SilentCryptoMiner e le sue impostazioni.

Va notato che nell’ambito di questa campagna i file dei minatori vengono mascherati da diversi software, ad esempio per videochiamate in Zoom (ZoomE.exe e ZoomX.exe) o servizi Windows (Service32.exe e Service64.exe).

Inoltre, il minatore accede al dominio getcert[.]net, che contiene il file m.txt con le impostazioni di mining di criptovaluta. Questa risorsa è stata utilizzata anche in altre catene di attacchi.

Gli esperti scrivono che ora gli aggressori hanno modificato la metodologia di attacco, rendendola più interessante, e hanno iniziato a utilizzare la steganografia.

La seconda e più recente catena di attacchi viene quindi implementata utilizzando il trojan Amadey, che esegue lo script PowerShell Async.ps1, scaricando immagini in formato BMP dall’host di immagini legittimo imghippo.com. Utilizzando la steganografia, da queste immagini vengono estratti due file eseguibili: lo  stealer Trojan.PackedNET.2429  e il payload, che:

  • disabilita la richiesta di elevazione dell’UAC per gli amministratori;
  • introduce molte eccezioni a Windows Defender;
  • disabilita le notifiche in Windows;
  • crea una nuova attività nel percorso \Microsoft\Windows\WindowsBackup\ con il nome Utente.

Durante questa attività vengono contattati i domini dell’aggressore, il cui record DNS TXT contiene l’indirizzo di archiviazione per il successivo payload. Dopo averli scaricati, viene decompresso l’archivio con le immagini in formato BMP e vengono lanciati i seguenti file:

  • txt – Script PowerShell che elimina eventuali altri minatori;
  • txt – Script PowerShell che estrae il payload dalle immagini m.bmp e IV.bmp (il payload all’interno delle immagini è il miner SilentCryptoMiner e l’iniettore che lo esegue);
  • txt è uno script che legge il record DNS TXT per i domini windowscdn[.]site e buyclients[.]xyz. Questa voce contiene un collegamento al payload che punta a raw.githack[.]com.

Si noti che i moduli dei minatori vengono costantemente sviluppati. Recentemente, gli autori di malware sono passati all’utilizzo di risorse legittime per ospitare immagini dannose e della piattaforma GitHub per archiviare i payload. Inoltre, sono stati scoperti moduli che controllano il fatto dell’avvio in sandbox e su macchine virtuali.

Uno dei portafogli specificati nelle impostazioni del minatore è stato creato nel maggio 2022 e ad oggi sono stati trasferiti su di esso 340 XMR. Basandosi sull’andamento dell’onda dell’hashrate (indicativo dei computer che si accendono e si spengono regolarmente), i ricercatori ritengono che questa campagna di mining coinvolga principalmente utenti ordinari che si trovano nello stesso gruppo di fusi orari. L’hashrate medio è di 3,3 milioni di hash al secondo, il che consente alle macchine compromesse di portare agli aggressori 1 XMR ogni 40 ore.

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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