In un mondo fortemente digitale, spesso tendiamo a ignorare le novità e i progressi introdotti da paesi come la Cina e la Russia, considerandoli come realtà lontane e ostili verso i nostri obiettivi tecnologici. Tuttavia, queste informazioni, se adeguatamente esplorate e analizzate, potrebbero offrirci spunti preziosi per migliorare le nostre tecnologie e strategie di sicurezza.
Chiudersi dietro barricate di nazionalismo e costruire muri digitali non solo limita la nostra crescita, ma indebolisce anche la nostra capacità di affrontare le sfide globali. Al contrario, la collaborazione e la condivisione delle conoscenze tra nazioni diverse ci permettono di diventare più forti, creando un ecosistema tecnologico più sicuro e resiliente per tutti.
Il 19 dicembre 2024, a Pechino, si è svolto il “Salone 2024 dell’Open Source e della Sicurezza del Software”, un evento di grande rilievo ospitato dalla China Academy of Information and Communications Technology (CAICT).
Advertising
Il report Software Supply Chain Security Development Insight Report (2024)
Durante l’incontro, è stato ufficialmente presentato il “Software Supply Chain Security Development Insight Report (2024)“, un rapporto fondamentale che offre una visione approfondita sullo stato della sicurezza della catena di fornitura del software, una tematica sempre più cruciale per la sicurezza informatica globale. Questo rapporto evidenzia le definizioni, le sfide e le opportunità legate alla governance della sicurezza nella catena di fornitura, con un focus particolare sulle politiche e sugli standard in Cina.
La crescente attenzione alla sicurezza della catena di fornitura del software è il risultato di una consapevolezza globale sui rischi legati alle vulnerabilità nei software di terze parti. Questi rischi possono compromettere non solo la sicurezza delle applicazioni, ma anche l’integrità dell’intera infrastruttura IT di un’organizzazione. La governance della sicurezza della catena di fornitura, come sottolineato nel rapporto, è essenziale per promuovere uno sviluppo sano e sostenibile dell’industria del software, contribuendo a ridurre le minacce alla sicurezza e garantendo che i prodotti software siano sviluppati e gestiti in modo sicuro.
Il rapporto evidenzia l’importanza di una visione a 360 gradi nella gestione della sicurezza della catena di fornitura del software. A livello globale, sono emersi strumenti e tecnologie per migliorare la protezione delle catene di fornitura, ma è necessaria una coordinazione a livello nazionale e internazionale per ottenere risultati concreti. La collaborazione tra diversi attori della catena, tra cui sviluppatori, fornitori e utenti, è fondamentale per costruire un ecosistema di sicurezza robusto e resiliente.
Uno sguardo critico all’Open Source
Un altro aspetto fondamentale trattato nel rapporto riguarda l’adozione e l’implementazione di standard di sicurezza. In Cina, numerosi enti di standardizzazione hanno lavorato intensamente per sviluppare e promuovere norme che definiscano i requisiti di sicurezza per la catena di fornitura del software. Tra i principali risultati c’è la creazione degli standard GB/T43698-2024 e GB/T43848-2024, che stabiliscono requisiti di sicurezza per il software e metodi di valutazione della sicurezza del codice open source. Questi standard sono essenziali per uniformare e ottimizzare la gestione della sicurezza, facilitando l’adozione di buone pratiche da parte delle imprese.
Inoltre, il rapporto evidenzia come molte aziende cinesi stiano utilizzando la governance open source come punto di partenza per rafforzare la sicurezza della catena di fornitura. Questo approccio mira a migliorare la gestione dei fornitori e a costruire una distinta base del software, che costituisce un elemento cruciale per garantire la trasparenza e la sicurezza nelle fasi di sviluppo e distribuzione del software. Più di il 73% delle imprese cinesi ritiene che la governance open source sia un passo fondamentale per affrontare le vulnerabilità della catena di fornitura.
Advertising
Un ulteriore punto trattato nel rapporto riguarda la gestione della sicurezza tra le parti della domanda e dell’offerta. La governance della sicurezza della catena di fornitura non riguarda solo i fornitori, ma coinvolge anche gli utenti finali del software. Le organizzazioni che acquistano software da terzi devono adottare pratiche rigorose per garantire che il software sia sicuro prima di essere integrato nei loro sistemi. Questo processo include la valutazione della sicurezza del software e la gestione dell’approvvigionamento per evitare l’introduzione di vulnerabilità.
Infine, il rapporto si conclude con una riflessione sulle prospettive future della sicurezza nella catena di fornitura del software. Sebbene ci sia stata una crescita significativa nella consapevolezza dei rischi e nell’adozione di misure di sicurezza, il panorama delle minacce è in continua evoluzione. Le organizzazioni devono essere pronte ad adattarsi rapidamente a nuove vulnerabilità e a rafforzare continuamente le proprie difese. Il rafforzamento della governance della sicurezza della catena di fornitura rimane un elemento centrale per proteggere le infrastrutture digitali globali.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.