Con la sua base utenti che supera il miliardo di persone, in particolare in Russia e Ucraina, Telegram è un obiettivo di grande valore per gli attori legati allo Stato. Gli esperti di sicurezza, notano da tempo che la crittografia di Telegram è in ritardo rispetto a Signal e WhatsApp.
Ad esempio le chat predefinite non hanno protezione end-to-end di default e utilizzano protocolli non verificati.
Problemi passati su Telegram
I meccanismi di crittografia e gestione dei file di Telegram sono stati sottoposti a ripetuti controlli:
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Android: uno zero-day“EvilVideo” del luglio 2024 ha consentito agli aggressori di camuffare APK dannosi come video, sfruttando la funzionalità di download automatico di Telegram. Patchato nella versione 10.14.5, il difetto richiedeva l’interazione dell’utente ma evidenziava rischi nelle impostazioni predefinite.
Windows: una vulnerabilità basata su un errore del 2024 (etichettatura errata dei file “.pyzw”) ha consentito l’esecuzione di script Python, in seguito mitigata aggiungendo “.untrusted” ai file sospetti.
Problemi storici: tra i difetti passati c’è un exploit Unicode del 2017 che consente la distribuzione di malware di cryptomining tramite file mascherati.
Fonti del settore suggeriscono che questi prezzi potrebbero essere inferiori a quelli di mercato, poiché i broker spesso rivendono gli exploit ai governi a costi di acquisizione pari a 2-3 volte superiori.
La ricerca di nuovi zero day per telegram
Una società russa di intermediazione di exploit (broker zeroday), di nome Operation Zero, ha annunciato pubblicamente ricompense fino a 4 milioni di dollari per le vulnerabilità zero-day in Telegram, a dimostrazione del crescente interesse da parte degli Stati nel compromettere la popolare app di messaggistica.
Il modello del bug bounty program di Operation Zero include:
RCE con un clic → fino a 500.000 dollari
RCE senza clic → fino a 1,5 milioni di dollari
Sfruttamento dell’intera catena (full-chain) → fino a 4 milioni di dollari
La categoria “full-chain” si riferisce agli exploit multifase che garantiscono l’accesso al sistema operativo di un dispositivo dopo la compromissione iniziale di Telegram.
L’azienda, che serve esclusivamente il governo russo e le entità locali, sta cercando exploit di esecuzione di codice remoto (RCE) nelle versioni Android, iOS e Windows di Telegram. I pagamenti sono scalabili in base alla sofisticatezza dell’exploit.
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Chi sono i broker zero-day?
I broker zero-day sono intermediari specializzati nell’acquisto e nella vendita di exploit per vulnerabilità informatiche sconosciute ai vendor del software. Queste falle, dette “zero-day” perché non ancora corrette, vengono scoperte da ricercatori indipendenti, hacker o gruppi di sicurezza e possono valere milioni di dollari a seconda della loro criticità. I broker operano come mercati paralleli della cybersicurezza, offrendo exploit sia a governi e agenzie di intelligence che a gruppi criminali e aziende di sicurezza privata.
Il mercato degli zero-day è diviso in due categorie principali: il “mercato bianco”, dove aziende di cybersecurity come Zerodium o Trend Micro acquistano vulnerabilità per scopi di ricerca e protezione, e il “mercato grigio/nero”, in cui broker più riservati, come Operation Zero, vendono exploit a governi o enti che potrebbero usarli per attività di sorveglianza, attacchi mirati o cyber warfare. L’anonimato e la segretezza sono fondamentali in questo settore, poiché la divulgazione di un exploit riduce immediatamente il suo valore.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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