Le recenti indagini hanno evidenziato un cambiamento significativo nelle strategie operative dei gruppi ransomware, riporta il CERT-AgID, grazie all’adozione dei modelli di linguaggio (LLM) da parte della criminalità informatica.
Un esempio è il RaaS “The Gentlemen”. Il cartello criminale, in meno di un anno ha rivendicato ben oltre 500 vittime ottimizzando i propri flussi di lavoro tramite IA.
L’integrazione degli LLM nelle operazioni cyber criminali non è più solo pura teoria, ma rappresenta un vero e proprio moltiplicatore di efficacia. Il gruppo ha ottimizzato le quattro fasi chiave del ciclo di attacco: analisi automatizzata dei dati, sviluppo rapido della piattaforma di negoziazione, ingegneria sociale e apprendimento tattico dai leak concorrenti.
Fino a poco tempo fa, l’analisi di centinaia di gigabyte di dati esfiltrati dalle infrastrutture delle vittime, richiedeva giorni o settimane di lavoro manuale. Ora, “The Gentlemen” utilizza modelli open-weight, come ad esempio il famoso Qwen, per elaborare enormi dataset in pochi minuti, isolando credenziali e informazioni sensibili con velocità e precisione.
La piattaforma di negoziazione è stata sviluppata in soli tre giorni grazie a tecniche di vibe-coding basate utilizzando gli LLM. Questo approccio, riduce in modo drastico i tempi di implementazione del software e parallelamente permette anche ai piccoli gruppi di operare con grande efficienza.
L’ingegneria sociale è ulteriormente potenziata dall’IA, che alimenta i prompt per strutturare e personalizzare le e-mail di ricatto e i tentativi di contatto telefonico. Inoltre, il gruppo ha utilizzato dati confidenziali sottratti ad altre organizzazioni cybercriminali come Black Basta per fare fine-tuning dei propri modelli LLM, assimilando all’istante le migliori tattiche di negoziazione e metodologie di attacco.
Il modello di “The Gentlemen” è basato su un servizio Ransomware-as-a-Service (RaaS), e offre agli affiliati il 90% dei proventi dei riscatti. Il vettore di accesso principale è rappresentato dall’acquisto di credenziali sottratte tramite infostealer. In assenza di queste credenziali, gli attori malevoli, scansionano la rete per rilevare vulnerabilità note e non patchate su apparati Cisco e Fortinet.
La minaccia si concretizza con l’esecuzione del ransomware distribuito in cinque varianti (Windows, Linux, ESXi). La versione scritta in Go include il parametro –spread che converte il payload in un worm autoreplicante, capace di automatizzare la cifratura dell’intera rete aziendale sfruttando i movimenti laterali.
L’evoluzione di “The Gentlemen” mostra come l’AI e l’agilità strategica permetta a gang criminali di superare i vecchi limiti logistici e di sicurezza. Le strategie cambiano, e questo lo abbiamo visto quando un data leak ha esposto le loro chat interne a maggio 2026. Il gruppo ha reagito all’istante migrando verso piattaforme decentralizzate.
Questa capacità di riorganizzarsi e sviluppare tool in tempi record azzera i tempi morti degli attaccanti. Di conseguenza, la semplice reazione all’incidente non è più sufficiente: diventa indispensabile una difesa proattiva basata su azioni immediate.
Implementare politiche di aggiornamento tempestivo per tutti i dispositivi esposti direttamente su internet, integrare feed di Threat Intelligence automatizzati all’interno dei sistemi di monitoraggio, permettendo di intercettare le comunicazioni con i server di comando e controllo (C2) e bloccare le attività prima che venga avviata l’esfiltrazione o la cifratura.
Qualsiasi infezione da infostealer va trattata come una violazione di perimetro già avvenuta: è necessario invalidare immediatamente tutte le sessioni web attive, revocare i token di autenticazione e forzare il reset di tutte le credenziali memorizzate sul sistema compromesso, implementando l’autenticazione a più fattori (MFA).
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance