Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime, Analisi Vulnerabilità e Intelligenza Artificiale
Logo Apple diviso da un ghiaccio che mostra una divisione visibile tra il logo aziendale e l'elemento ghiaccio.

Trovato il virus “più longevo” di macOS. XCSSET è stato aggiornato per la quarantesima volta

18 Agosto 2026 10:14
In sintesi

Non serve più scaricare un file infetto per essere compromessi. Con la nuova versione di XCSSET basta aprire o compilare un progetto Xcode manipolato: da quel momento il Mac dello sviluppatore può diventare un punto di ingresso per rubare dati e diffondere nuovi attacchi alla supply chain software.

Dopo diversi mesi di silenzio, il malware, specializzato nell’hacking dei computer degli sviluppatori, è tornato con un aggiornamento che non lascia quasi nessuna traccia sul disco. Gli specialisti di Palo Alto Networks hanno scoperto una nuova versione del malware macOS XCSSET, la quarantesima consecutiva, che si diffonde dall’aprile 2026 attraverso i progetti Xcode infetti, un ambiente di sviluppo di applicazioni per dispositivi Apple.

L’infezione non inizia durante il download di un file, ma durante la creazione di un progetto: non appena lo sviluppatore compila il codice interessato, in background viene avviato uno script che contatta il server di controllo e scarica gradualmente moduli aggiuntivi.

La parte finale del malware viene eseguita interamente nella RAM e tutti i file temporanei vengono eliminati dal disco, il che complica notevolmente il rilevamento e l’analisi dell’infezione.

Advertising

Il malware può diffondersi ulteriormente da solo: infetta tutti i progetti Xcode presenti sul computer, nonché gli hook dei repository Git, trasformando la macchina di lavoro dello sviluppatore in una fonte di nuovi attacchi alla catena di fornitura del software.

In totale, nella nuova versione sono stati identificati 17 moduli funzionali: dal furto di dati dagli appunti e da Apple Notes all’intercettazione del browser a tutti gli effetti.

Il nuovo modulo per Google Chrome merita un’attenzione particolare. Avvolge un browser legittimo in uno script di supporto che avvia Chrome con parametri speciali che abilitano CDP sulla porta locale.

Grazie a questa connessione, gli aggressori sono in grado di eseguire codice JavaScript arbitrario direttamente in schede aperte, rubare cookie e password, sostituire indirizzi di portafogli crittografici e persino eseguire comandi nel sistema tramite voci appositamente progettate nella console del browser – in sostanza, ottenendo l’accesso remoto nascosto al computer. Google ha segnalato la scoperta e la società ha confermato che una protezione simile è già stata implementata in Windows ed è attualmente in fase di finalizzazione per macOS.

La seconda novità è la sostituzione del messenger Telegram: il malware scarica una versione falsa dell’applicazione, cancella l’originale e firma quella falsa con una firma locale senza certificato, dopodiché interrompe forzatamente il processo del vero Telegram, costringendo l’utente a lanciare una copia infetta.

Advertising

Oltre a rubare dati, il malware cerca di indebolire la sicurezza del sistema stesso: disabilita gli aggiornamenti automatici, blocca il trasferimento dei dati di telemetria ad Apple e interferisce con l’aggiornamento dei database di sicurezza di XProtect, oltre a reimpostare i permessi di automazione per indurre l’utente a recuperarli. Per mantenere la segretezza, il codice e le richieste di rete vengono crittografati di nuovo ogni volta e i file eseguibili vengono riassemblati sul server degli aggressori più volte al giorno.

Per ridurre i rischi, Palo Alto Networks consiglia di monitorare i processi AppleScript anomali, monitorare i percorsi di avvio del browser e bloccare la scrittura di file non autorizzati, monitorare le modifiche alle impostazioni di sistema tramite l’utilità predefinita, identificare le applicazioni autofirmate che aggirano Gatekeeper e implementare il controllo automatico delle dipendenze nei repository aperti prima che vengano utilizzati nello sviluppo.


📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su 🔔 Google News.
Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram.
Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici


Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response