Safeguard è un noto servizio, concepito per garantire la sicurezza delle transazioni nel mercato delle criptovalute, accessibile tramite la piattaforma di messaggistica Telegram.
Tuttavia, la sua recente popolarità ha attirato l’attenzione dei criminali informatici, che stanno creando bot fraudolenti su Telegram per ingannare le vittime portando all’installazione di malware o al furto dell’accesso ai loro account.
Una recente analisi ha rivelato l’esistenza di un falso bot di Safeguard che, una volta avviato, richiede all’utente di seguire tre passaggi come ulteriore verifica. L’obiettivo di questa truffa è eseguire codice PowerShell, sfruttando una tecnica già osservata per diffondere il malware Lumma Stealer.
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In questi giorni il CERT-AGID ha avuto evidenza di un dominio, di recente registrazione, denominato safeguard-telegram. Questa pagina è collegata a due bot Telegram attualmente attivi, il cui obiettivo è indurre le vittime a scansionare un QR code per abilitare l’accesso da un nuovo dispositivo. In questo modo, la vittima concede ai criminali l’accesso al proprio account.
Il collegamento con lo smishing INPS
Il dominio in questione espone pubblicamente alcune pagine contenenti informazioni sulla configurazione, tra cui il vero indirizzo IP del server che ospita il servizio di truffa.
L’indirizzo IP riportato nel file XML, accessibile tramite browser, risulta, secondo Virustotal, collegato a due domini: inps[.]ec e inps[.]io quest’ultimo già rilevato ed analizzato nel recente comunicato.
La conferma del collegamento arriva visitando direttamente l’indirizzo IP, dove la pagina presenta contenuti e il logo di INPS usati per la truffa.
Un ulteriore dettaglio interessante riguarda i link presenti nel menu superiore, che rimandano tutti a un altro dominio inps[.]st, anche questo risulta essere stato registrato di recente.
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Conclusioni
La truffa Safeguard e il collegamento alla truffa INPS mettono in luce come questo gruppo di criminali informatici stia sfruttando contemporaneamente due tipologie distinte di frodi per ottenere accesso alle informazioni delle vittime. Nel primo caso, attraverso bot fraudolenti, cercano di ottenere l’accesso agli account Telegram, mentre nel secondo caso mirano al furto di documenti d’identità tramite campagne di smishing.
Indicatori di Compromissione
Gli IoC relativi a questa campagna sono stati già condivisi con le organizzazioni accreditate al flusso IoC del CERT-AGID.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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