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Un'immagine fotografica ravvicinata e teatrale mostra un tablet robusto e gravemente danneggiato adagiato su una superficie di detriti di asfalto scuro e frammentato. Il display del tablet è coperto da una rete complessa e radiante di fratture a ragnatela e crepe profonde, che si estendono su uno schermo di colore rosso scuro. Al centro esatto dello schermo, la parola "ubuntu" è stampata in caratteri bianchi puliti, accompagnata dal logo rotondo e bianco del "Cofano" di Ubuntu a destra. Il testo e il logo rimangono perfettamente intatti e leggibili, non influenzati dai danni diffusi che li circondano. Frammenti di vetro sciolti e detriti scuri circondano il dispositivo, che è illuminato da una luce fredda e direzionale che accentua le crepe e la consistenza della superficie ruvida. L'immagine trasmette un senso di resilienza contro la distruzione.

Scoperta falla critica in Ubuntu Pro: milioni di server cloud potenzialmente esposti

21 Luglio 2026 07:31
In sintesi

Canonical ha rilasciato correzioni per la vulnerabilità CVE-2026-11386, segnalata da Frederick Jerusha, che potrebbe consentire l'esecuzione arbitraria di codice con privilegi root. La falla, con punteggio CVSS 9.0, è stata diffusa tramite Ubuntu Pro e ha un impatto significativo su server e istanze cloud.

Canonical, ha rilasciato recentemente delle correzioni per un bug di sicurezza monitorato con il codice CVE-2026-11386 collegato al bollettino USN-8555-1 del 16 luglio 2026. La, la quale è stata segnalata da Frederick Jerusha, presenta un punteggio CVSS pari a 9.0 e potrebbe consentire l’esecuzione arbitraria di codice con privilegi root.

La criticità della vulnerabilità risiede nella diffusione del client Ubuntu Pro, preinstallato nelle versioni supportate di Ubuntu Server e attivato automaticamente negli ambienti cloud basati su immagini Ubuntu Pro. Questo amplia significativamente il potenziale impatto a un vasto numero di server e istanze cloud.

Canonical ha assegnato alla vulnerabilità una priorità interna “High”, nonostante il punteggio CVSS critico, evidenziando come la modifica dello scope rifletta l’elevazione dei privilegi a root. L’attacco sfrutta due falle principali: la scrittura non filtrata di file APT tramite dati provenienti dal server e l’installazione non validata di pacchetti malevoli attraverso il campo additionalPackages[]. Un attaccante potrebbe quindi manipolare le risposte del server per eseguire codice malevolo con privilegi root.

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Tuttavia, Canonical classifica la complessità dei potenziali attacchi come come “High”, la quale richiede scenari come infrastrutture interne compromesse o connessioni intercettate tramite certificati CA fidati. Al momento non sono stati segnalati exploit né proof-of-concept pubblici. Le correzioni sono state applicate a tutte le versioni LTS supportate di ubuntu-advantage-tools, incluse 26.04, 24.04, 22.04 e le precedenti tramite Ubuntu Pro. La versione 25.10 (questing) è stata esclusa dalla produzione delle fix di sicurezza in quanto ha raggiunto la fine del ciclo di vita.

L’USN-8555-1 include anche correzioni per altre due vulnerabilità: CVE-2026-9494, che esponeva il token Pro bearer nei parametri della riga di comando, e CVE-2026-12391, relativa alla gestione errata dei link simbolici durante la raccolta dei log. Gli utenti che sono ancora su Ubuntu 25.10 sono invitati a eseguire l’aggiornamento della release stessa.


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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response