Un recente post comparso in un forum underground ha attirato l’attenzione degli esperti di sicurezza informatica. Un utente ha dichiarato di aver venduto accesso amministrativo di Roche, colosso farmaceutico con oltre 100mila dipendenti e un fatturato di circa 69,7 miliardi di dollari.
Il messaggio, corredato dal logo dell’azienda e da link a siti informativi pubblici, è stato presentato come una sorta di “trofeo” condiviso all’interno della community criminale. È probabile che l’intento sia stato quello di guadagnare credibilità presso altri utenti e attirare potenziali acquirenti interessati ad accessi di alto valore.
Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.
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I forum sotterranei sono da anni un punto di riferimento per il mercato nero digitale. In questi spazi, nascosti nel dark web e protetti da sistemi di anonimato, si scambiano credenziali rubate, malware, servizi di phishing e accessi a reti aziendali.
La pubblicazione di un annuncio come quello legato a Roche si inserisce in una dinamica ben nota: ostentare una “conquista” per rafforzare la reputazione personale.
È probabile però che non tutti questi annunci corrispondano a un’effettiva intrusione. Nel mondo degli underground forum, la linea tra realtà e propaganda è spesso sfumata. Talvolta i criminali pubblicano informazioni parziali o addirittura false per attirare compratori. In altri casi, l’accesso viene venduto più volte a soggetti diversi, generando ulteriori rischi per le vittime e alimentando un circolo vizioso che mescola verità e menzogna. Ciò rende estremamente difficile verificare la fondatezza delle affermazioni senza indagini approfondite.
Negli ultimi anni diverse piattaforme simili sono state chiuse grazie a operazioni coordinate delle autorità internazionali. RaidForums, BreachForums e Darkode sono stati smantellati, e molti utenti sono finiti sotto inchiesta proprio a causa dei loro stessi post. È probabile quindi che dichiarazioni troppo plateali, come quella legata a Roche, possano attirare l’attenzione indesiderata di investigatori e analisti di cyber intelligence, trasformandosi in un pericoloso autogol per chi cerca notorietà criminale.
Il dato di fondo resta però chiaro: il fenomeno dei forum underground continua a crescere. Secondo stime recenti, nel 2024 si è registrato un aumento significativo dei dati condivisi in questi spazi, con miliardi di credenziali compromesse messe in vendita. È probabile che, in un simile scenario, post come quello comparso a nome di Roche non siano casi isolati, ma parte di una strategia di marketing criminale che si nutre di clamore, prestigio e paura.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.