In sintesiIl 41% delle aziende ha subito un incidente informatico causato da fornitori esterni negli ultimi due anni. Le conseguenze includono violazioni di dati, accessi non autorizzati, malware, blocco dei sistemi e sanzioni. Lo studio evidenzia che la responsabilità resta in capo all'azienda committente, rendendo essenziale il monitoraggio continuo degli accessi e dei partner.
Un singolo errore di un dipendente, un software non sicuro o un account di un fornitore esterno compromesso sono sufficienti perché un cliente si trovi ad affrontare una fuga di dati, interruzioni del servizio e richieste di risarcimento da parte delle autorità di controllo. Quindi occorre essere chiari: l’azienda che ha affidato al fornitore esterno l’accesso all’infrastruttura aziendale ne subirà le conseguenze.
Negli ultimi due anni, il 41% degli specialisti IT e di sicurezza informatica intervistati ha subito incidenti informatici legati a collaboratori esterni. I risultati sono stati ottenuti da Kontur.Egida e Staffcop, che hanno intervistato 1.200 rappresentanti di organizzazioni appartenenti a diversi settori.
La conseguenza più comune è stata la violazione dei dati, segnalata dal 29% degli intervistati. Nel 26% dei casi, soggetti esterni hanno avuto accesso alle informazioni dei clienti e il 22% dei partecipanti ha riferito che gli account aziendali dei dipendenti sono stati violati. Un ulteriore 22% delle aziende ha dovuto affrontare reclami da parte delle autorità di controllo.
Il 21% degli intervistati ha segnalato interruzioni del servizio, disagi ai singoli processi aziendali o infiltrazioni di malware nell’infrastruttura aziendale. Il 20% delle aziende ha subito danni alla reputazione, il 18% perdite finanziarie e il 17% un blocco completo dei sistemi aziendali. Solo il 21% degli intervistati non ha riportato conseguenze gravi.
I rischi stanno già influenzando la scelta dei partner commerciali. A causa di preoccupazioni relative alla sicurezza delle informazioni, il 71% dei rappresentanti aziendali ha rifiutato di collaborare con un fornitore almeno una volta, e il 30% degli intervistati ha preso questa decisione più di una volta.
Le aziende cercano di valutare i fornitori esterni in anticipo. Il 40% delle organizzazioni intervistate effettua la due diligence su tutti i fornitori, mentre un altro 45% valuta solo i partner che hanno accesso a sistemi informativi critici. Tuttavia, il livello di sicurezza può cambiare dopo la firma del contratto: la composizione del team si modifica, i diritti di accesso si ampliano e la conformità si indebolisce.
Gli esperti di Kontur.Egida e Staffcop sottolineano che un fornitore esterno non ha bisogno di intenti malevoli per rappresentare una seria minaccia. Gli specialisti esterni si occupano della manutenzione dei sistemi IT, dello sviluppo di software, della gestione dei contact center e dell’accesso ai dati personali. Un errore di un dipendente, un’applicazione non sicura o l’acquisizione di un account possono aprire la porta agli aggressori, consentendo loro di accedere all’infrastruttura del cliente, e i dati rubati aiutano i truffatori a preparare nuovi attacchi.
L’esternalizzazione dei processi lavorativi non esonera il titolare dei dati dalla responsabilità nei confronti dei cittadini e dello Stato. Gli esperti ritengono che la giurisprudenza della Corte Suprema confermi che un’azienda rimane responsabile di una fuga di dati anche se viene accertata la colpa del fornitore. Un audit preliminare una tantum non è sufficiente: il cliente deve monitorare i diritti concessi, verificare la necessità di accesso, chiudere tempestivamente gli account e definire in anticipo un piano d’azione in caso di incidente informatico.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance