Google ha corretto 1.442 vulnerabilità nelle ultime versioni di Chrome sfruttando agenti AI come Gemini e Big Sleep. L'intelligenza artificiale individua bug, propone patch e accelera gli aggiornamenti, riducendo il tempo a disposizione degli hacker per sviluppare exploit.
Poche Critical e un mare di bug … questi sono i resoconti della scansione del codice con AI e fuzzer.
Gli esperti Google hanno risolto 1442 vulnerabilità nelle ultime tre versioni del browser Chrome. Il forte aumento del numero di CVE nell’azienda è associato all’implementazione attiva dell’intelligenza artificiale: i modelli cercano problemi nel codice, controllano i rapporti dei ricercatori e suggeriscono persino patch.
Chrome 149 e 150 hanno corretto 1.072 bug, più che nelle 23 versioni precedenti messe insieme. Altre 370 vulnerabilità sono state corrette con il rilascio di Chrome 151 e gli esperti di Google ne hanno scoperte 349 autonomamente.
Advertising
Solo sette di questi problemi sono stati classificati come critici.
Gli ingegneri di Chrome hanno iniziato a utilizzare LLM per il fuzzing nel 2023 e poi, insieme agli specialisti di Google Project Zero, hanno sviluppato il sistema Naptime, che forniva ai modelli strumenti speciali per la ricerca delle vulnerabilità.
Successivamente, gli specialisti di Google DeepMind e Project Zero hanno creato l’agente AI Big Sleep, che ha rilevato bug nel motore V8 e nei componenti grafici di Chrome. E all’inizio del 2026, Google ha sviluppato un framework di agenti basato su Gemini, in grado di analizzare tutto il codice Chrome e filtrare i falsi positivi.
Secondo l’azienda, l’intelligenza artificiale è ora coinvolta in quasi tutte le fasi del lavoro con i bug. Gli agenti riproducono le vulnerabilità, ne valutano la gravità, inviano report agli sviluppatori, generano diverse versioni di patch e creano test. Google stima che l’automazione faccia risparmiare agli ingegneri centinaia di ore ogni mese e, nel maggio 2026, questi sistemi hanno contribuito a correggere più di 20 vulnerabilità (incluso un bug critico) prima che raggiungessero build stabili di Chrome.
Uno dei principali risultati dell’intelligenza artificiale è stata la vulnerabilità critica CVE-2026-3545 nel componente Navigazione, che non è stata rilevata per 13 anni. Un renderer compromesso da questo bug ha consentito la fuga dalla sandbox e alla fine ha costretto il browser a leggere i file locali dell’utente.
Advertising
Allo stesso tempo, Google avverte che non è sufficiente individuare e risolvere rapidamente il problema. Il fatto è che dopo che una patch appare in un repository aperto, gli aggressori possono studiare le modifiche, ripristinare i dettagli del bug e preparare un exploit ancor prima che gli utenti ricevano l’aggiornamento. Per abbreviare la possibile finestra operativa, nella primavera del 2026, gli sviluppatori di hanno annunciato che Chrome passerà a un ciclo di rilascio di due settimane con patch settimanali.
“Ogni bug trovato e corretto priva l’aggressore di un altro punto di supporto. Ma scoprire e eliminare la vulnerabilità è solo metà dell’opera: la patch deve essere consegnata agli utenti più velocemente di quanto il nemico abbia il tempo di sfruttare il problema”, scrivono gli specialisti del Chrome Security Team.
Inoltre, Google sta attualmente testando la capacità di rilasciare aggiornamenti di sicurezza due volte a settimana, nonché di generare automaticamente descrizioni CVE e note di rilascio.
Parallelamente, gli ingegneri dell’azienda stanno lavorando all’aggiornamento dinamico di Chrome senza riavviare completamente il browser. Per fare ciò, i processi secondari in background, inclusi Renderer e GPU, verranno sostituiti uno per uno con versioni aggiornate durante l’esecuzione.
Nel lungo termine, gli sviluppatori di Chrome intendono eliminare intere classi di problemi nel browser, tra cui use-after-free, sovraccarichi del buffer e altri errori di sicurezza della memoria. Per fare ciò, il codice viene gradualmente trasferito da C++ a Rust, rafforzando la protezione runtime e valutando la possibilità di tradurre l’interfaccia di primo livello di Chrome in HTML, CSS e TypeScript. È previsto che tutte le dipendenze dei browser di terze parti vengano convertite in aggiornamenti automatici.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza:Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.