Secondo uno studio pubblicato mercoledì, negli ultimi 18 anni, i browser più grandi del mondo hanno lasciato una backdoor affinché gli hacker potessero penetrare nelle reti private di case e aziende.
Apple, Google e Mozilla stanno lavorando per risolvere questa vulnerabilità, che riguarda il modo in cui i browser gestiscono le richieste all’indirizzo IP 0.0.0.0. I browser Chrome, Safari e Firefox accettano richieste a 0.0.0.0, reindirizzandole ad altri indirizzi IP, incluso “localhost” – un server su una rete o un computer che solitamente è privato e utilizzato per testare il codice. I ricercatori della startup israeliana di sicurezza informatica Oligo hanno scoperto che gli hacker hanno sfruttato questa vulnerabilità inviando richieste dannose all’indirizzo IP 0.0.0.0 dei loro obiettivi, consentendo loro di accedere a dati che avrebbero dovuto essere sensibili. Questo tipo di attacco è stato chiamato “0.0.0.0-day“.
In un attacco tipico, il malintenzionato induce con l’inganno la vittima a visitare il suo sito web, che appare innocuo, ma invia una richiesta dannosa per accedere ai file tramite 0.0.0.0. Esempi di tali informazioni includono dati degli sviluppatori e comunicazioni interne. Tuttavia, la cosa più importante è che l’utilizzo di un attacco “0.0.0.0-day” consente all’hacker di accedere alla rete privata interna della vittima, aprendo un’ampia gamma di possibili vettori di attacco.
Tali attacchi possono colpire persone e aziende che ospitano server web, colpendo ancora un numero significativo di sistemi vulnerabili. I ricercatori hanno scoperto che potrebbero anche eseguire codice dannoso su un server che utilizza il framework Ray AI per addestrare modelli di intelligenza artificiale utilizzati da grandi aziende come Amazon e Intel. Il problema non riguarda solo Ray, ma anche qualsiasi applicazione che utilizza localhost ed è accessibile tramite 0.0.0.0.
Tali attacchi sono già stati registrati. Nel giugno di quest’anno, lo sviluppatore di sicurezza di Google David Adrian ha segnalato diversi casi di malware che sfruttavano questa vulnerabilità per attaccare determinati strumenti di sviluppo. Tuttavia, i sistemi Windows non sono interessati da questa vulnerabilità poiché Microsoft blocca 0.0.0.0 nel suo sistema operativo.
Apple ha annunciato l’intenzione di bloccare tutti i tentativi di accesso all’indirizzo IP 0.0.0.0 nella prossima beta di macOS 15 Sequoia. Questa misura ha lo scopo di aumentare la sicurezza del sistema operativo.
I team di sviluppo di Google Chromium e Chrome intendono implementare un blocco simile anche nei loro browser. Tuttavia, non ci sono ancora commenti ufficiali da parte dell’azienda.
Mozilla, il creatore di Firefox, finora si è astenuto dal prendere una simile decisione. Il motivo risiede in potenziali problemi di compatibilità: alcuni server utilizzano l’indirizzo 0.0.0.0 anziché localhost e bloccarlo potrebbe interromperne il funzionamento.
Questi cambiamenti riflettono la crescente attenzione dei giganti della tecnologia sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati degli utenti.
I ricercatori ritengono che il rischio di lasciare aperto 0.0.0.0 rimanga significativo. A loro avviso, consentire l’accesso a questo indirizzo IP apre l’accesso a molti dati che sono stati a lungo bloccati.
I ricercatori intendono presentare i loro risultati alla conferenza DEF CON a Las Vegas questo fine settimana.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…
Cyber ItaliaNegli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…