Recentemente ho osservato una particolare campagna di phishing, che ho rinominato “We Have It Sure” e che abusa della infrastruttura cloud Google Firebase Storage per ottenere degli URL che non vengono bloccati dai gateway di posta elettronica. Tale campagna che sta prendendo di mira i clienti Zimbra con false e-mail per il supporto tecnico, potrebbe comunque essere riutilizzata con altri brand e temi come esca.
Come noto uno degli ostacoli più grandi in una campagna di phishing è proprio quello di far arrivare le e-mail nella casella di posta dei destinatari. Poiché le soluzioni di sicurezza e-mail riescono a rilevare contenuti con collegamenti a siti Web sospetti, gli attaccanti preferiscono ospitare i propri siti di phishing su infrastrutture affidabili come Firebase, la piattaforma di sviluppo di applicazioni di proprietà di Google che fornisce archiviazione sicura in Google Cloud.
L’adescamento
Tramite un messaggio proveniente da un sedicente servizio di assistenza si invita l’interlocutore a convalidare il proprio account tramite il link “Verifica“, allo scopo di scongiurare un blocco entro le prossime 24 ore.
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Il link in realtà punta verso una pagina di landing con loghi e grafica di Zimbra (ospitata su firebasestorage.googleapis.com), che richiede di inserire l’indirizzo e-mail e password da ripristinare.
Il form tramite una richiesta HTTP POST e una pagina PHP (“tttggg.php”) invia i dati inseriti verso il vero sito di PhishingC2 deputato alla raccolta dei dati “https ://wehaveitsure.ro/” (da cui deriva il nome assegnato alla campagna).
Infine, dopo una breve pausa per il loading, l’utente viene reindirizzato verso una pagina di wikipedia “https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_name”.
Tutti i dati verranno utilizzati per compromettere le caselle di posta elettronica interessate, sfruttandole con molta probabilità per continuare la stessa o altre campagne simili superando anche i controlli sulla legittimità degli indirizzi mittenti.
Il server C2
Il sito https ://wehaveitsure.ro/ è un dominio pronto all’uso con diverse directory create nel mese di aprile e contenenti pagine PHP da impiegare per le richieste HTTP POST.
Questa tecnica sta diventando sempre più comune e frequente. Poiché utilizza Google Cloud Storage, le pagine web di acquisizione delle credenziali ospitate sul servizio hanno maggiori probabilità di superare protezioni di sicurezza grazie alla reputazione di Google.
Campagne come questa evidenziano la necessità di educare gli utenti sulle tecniche di ingegneria sociale. Anche se gli attaccanti troveranno sempre il modo di superare le difese tecnologiche, una formazione sulla consapevolezza della sicurezza può essere un’arma efficace per insegnare agli utenti come riconoscere e contrastare qualsiasi tentativo di phishing.
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Ingegnere elettronico e socio Clusit, da tempo sposando il principio dell'educazione consapevole, scrive per diverse testate online sulla sicurezza informatica. È inoltre autore del libro “La Gestione della Cyber Security nella Pubblica Amministrazione” e fondatore di Computer Security News (BLOG). “L’educazione migliora la consapevolezza” è il suo slogan.
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