Il 28 marzo 2025, un utente del noto forum di cybersecurity BreachForums, con lo pseudonimo ThinkingOne, ha rivelato quello che potrebbe essere il più grande data breach mai registrato nel mondo dei social media. Secondo quanto riportato, un archivio contenente i dati di 2.8 miliardi di utenti di Twitter (ora X) sarebbe stato sottratto e reso pubblico, con molte probabilità da un dipendente scontento nel bel mezzo di una serie di licenziamenti di massa all’interno dell’azienda.
Il Threat Actors afferma anche che avrebbe “provato prima a contattare X tramite diversi metodi senza ottenere risposta”.
Ciò che rende questa violazione ancora più grave è la fusione dei nuovi dati con il già noto Twitter Breach del 2023, che aveva esposto informazioni su 200 milioni di utenti. Questa operazione di correlazione dei dati ha portato alla creazione di un nuovo file combinando le informazioni del 2023 con quelle recenti.
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Il post di Gennaio 2025
Già il 25 gennaio 2025, ThinkingOne aveva pubblicato un primo post in cui segnalava che i dati erano stati rilasciati pubblicamente, ma nessuno sembrava prestare la giusta attenzione alla questione. Nel suo messaggio, aveva sottolineato che sebbene il dataset non contenesse email, indirizzi, numeri di telefono o password, la sua dimensione di 2.8 miliardi di record lo rendeva comunque la fuga di dati più ampia mai registrata nei social media. Nei giorni successivi, aveva aggiornato il post, evidenziando che il leak era stato pubblicato da un account anonimo tramite un link magnetico e successivamente condiviso online.
In un’ulteriore modifica al post del 10 marzo 2025, ThinkingOne aveva avanzato l’ipotesi che i dati fossero stati sottratti all’inizio del 2025 da un dipendente, mentre il 15 marzo 2025, dopo un’analisi più approfondita, aveva concluso che il dataset era stato raccolto durante il periodo in cui i dipendenti di Twitter temevano licenziamenti di massa. Inoltre, aveva ipotizzato che i dati fossero stati successivamente modificati prima della loro diffusione, segnalando una possibile “post-elaborazione” del contenuto.
La fuga di dati del 2022
Questa nuova raccolta di dati è il risultato della fusione di diverse violazioni che hanno colpito X (ex Twitter). In particolare, il threat actor ha combinato la recente fuga di dati con quella del 2022, dimostrando come l’arricchimento delle informazioni sia essenziale per ricostruire un profilo digitale dettagliato di ogni individuo.
Questo non solo facilita operazioni di intelligence malevola, ma permette anche di affinare le strategie di attacco, aumentando l’efficacia delle frodi mirate.
Dati Esfiltrati
A differenza della fuga di dati del 2023, che X aveva minimizzato definendola “dati pubblicamente accessibili”, il nuovo database include informazioni molto più dettagliate. Secondo ThinkingOne, ogni record ora comprende:
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ID univoco dell’utente
Nome utente (screen name)
Nome completo
Email associata all’account
Biografia e descrizione
URL personali
Lingua dell’account
Numero di follower e seguiti (con dati storici)
Data di creazione dell’account
Ultimo tweet pubblicato (con timestamp e origine del tweet)
Indicazione se l’account è verificato o privato
L’archivio complessivo ha una dimensione di 34GB in formato CSV, riducibile a 9GB in forma compressa.
Conseguenze e Rischi per gli Utenti
Per gli utenti di X, questa fuga di dati rappresenta una minaccia concreta. I dati trapelati potrebbero essere utilizzati per:
Frodi e truffe online tramite campagne mirate di phishing.
Attacchi di credential stuffing (tentativi di accesso con password già compromesse).
Doxxing e stalking online, mettendo a rischio la privacy e la sicurezza personale.
Verifica se il tuo account è stato compromesso utilizzando servizi come Have I Been Pwned.
Diffida da email sospette che potrebbero tentare di sfruttare le informazioni trapelate.
Evita di condividere dati personali sensibili su piattaforme pubbliche.
Conclusioni
Il leak da 2.8 miliardi di dati utente rappresenta un nuovo campanello d’allarme per la sicurezza dei social media. Se confermato, sarebbe il più grande data breach mai registrato nel settore. Il silenzio di X e l’incapacità di rispondere prontamente a queste segnalazioni dimostrano la vulnerabilità della piattaforma nei confronti di minacce interne ed esterne. Gli utenti dovrebbero agire rapidamente per proteggere i propri account, mentre la comunità della sicurezza informatica osserva attentamente eventuali sviluppi su questo incidente.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
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