Sono state identificate diverse vulnerabilità nei prodotti Cisco Identity Services Engine (ISE) e Cisco ISE Passive Identity Connector (ISE-PIC) che potrebbero consentire a un utente malintenzionato remoto di eseguire comandi arbitrari sul sistema operativo sottostante con privilegi di amministratore.
Cisco ha già rilasciato aggiornamenti software per correggere queste vulnerabilità e, al momento, non risultano disponibili soluzioni alternative per mitigarle. Un attaccante remoto potrebbe sfruttare tali vulnerabilità per ottenere accesso con privilegi di root ed eseguire comandi sul sistema.
Le vulnerabilità sono indipendenti tra loro: ciò significa che lo sfruttamento di una non è condizione necessaria per sfruttare le altre. Inoltre, una determinata versione software vulnerabile a una di queste problematiche potrebbe non essere interessata dalle restanti.
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Tutte e tre le vulnerabilità sono state classificate dalla CNA di Cisco con un punteggio di gravità base (CVSS v3) pari a 10 su 10, il massimo livello di criticità. Questo punteggio evidenzia non solo la gravità dell’impatto potenziale, ma anche la relativa semplicità con cui un attaccante potrebbe sfruttare tali vulnerabilità.
CVE-2025-20281 e CVE-2025-20337: vulnerabilità di esecuzione di codice remoto non autenticato dell’API Cisco ISE
Diverse vulnerabilità in una specifica API di Cisco ISE e Cisco ISE-PIC potrebbero consentire a un aggressore remoto non autenticato di eseguire codice arbitrario sul sistema operativo sottostante come utente root . L’aggressore non necessita di credenziali valide per sfruttare queste vulnerabilità.
Queste vulnerabilità sono dovute a una convalida insufficiente dell’input fornito dall’utente. Un aggressore potrebbe sfruttarle inviando una richiesta API contraffatta. Un exploit riuscito potrebbe consentire all’aggressore di ottenere privilegi di root su un dispositivo interessato.
CVE-2025-20282: Vulnerabilità di esecuzione di codice remoto non autenticato nell’API Cisco ISE
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Una vulnerabilità in un’API interna di Cisco ISE e Cisco ISE-PIC potrebbe consentire a un aggressore remoto non autenticato di caricare file arbitrari su un dispositivo interessato e quindi eseguire tali file sul sistema operativo sottostante come root .
Questa vulnerabilità è dovuta alla mancanza di controlli di convalida dei file che impedirebbero il posizionamento dei file caricati in directory privilegiate su un sistema interessato. Un aggressore potrebbe sfruttare questa vulnerabilità caricando un file contraffatto sul dispositivo interessato. Un exploit riuscito potrebbe consentire all’aggressore di memorizzare file dannosi sul sistema interessato e quindi eseguire codice arbitrario o ottenere privilegi di root sul sistema.
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
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