
Per troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano.
In un panorama digitale in costante evoluzione, Red Hot Cyber (RHC) annuncia la nascita delle RHC CyberAngels: una nuova community nata per rivoluzionare la visione del settore.
Fondata da un’idea di Daniela Farina, questa realtà non è un semplice collettivo di professioniste, ma una vera missione: è la prima voce corale femminile capace di illuminare le zone d’ombra del digitale.
Il gruppo riunisce un team multidisciplinare composto da psicologhe, coach, esperte di etica dei dati, formatrici, specialiste in mindfulness, esperte di cybersecurity.
L’obiettivo è spostare il focus sulla vulnerabilità cognitiva, studiando approfonditamente il lato umano delle minacce informatiche. Le RHC CyberAngels analizzano le emozioni che precedono un “click” incauto, decodificano le manipolazioni tipiche del social engineering e disinnescano i bias cognitivi che ci rendono prevedibili agli occhi degli attaccanti.
Al centro di tutto c’è sempre la salute e il benessere della persona.
Le RHC CyberAngels promuovono il Digital Mentoring, uno spazio sicuro di collaborazione orizzontale dove la tecnologia diventa un linguaggio di emancipazione.
Il gruppo presidia la frontiera dell’etica tecnologica e dell’Intelligenza Artificiale, concentrandosi su tre pilastri verticali:
Il cuore pulsante del progetto è il Digital Wellbeing, inteso non come privazione, ma come riconquista della propria attenzione.
Viviamo in un ecosistema che impone uno stato di “allerta perenne”: un flusso incessante di notifiche che altera i ritmi biologici e frammenta la mente.
Per rispondere a questa sfida, le RHC CyberAngels hanno sviluppato il protocollo B.E.L.L.A., un framework progettato per trasformare il rapporto passivo con i dispositivi in una gestione attiva e consapevole.
È importante sottolineare che il nome del protocollo, pur declinato al femminile per la sua armonia fonetica, è rivolto indistintamente a tutti. La “A” finale, che rappresenta l’Autonomia, non ha sesso né genere: è un valore universale che appartiene a ogni essere umano che desideri riappropriarsi della propria libertà di scelta.
Il digitale sta attraversando una transizione irreversibile. Siamo a un punto di non ritorno in cui l’automazione rischia di soffocare l’umanità se non impariamo a gestire l’impatto psicologico della tecnologia.
È il momento di smettere di abitare il digitale come ospiti e iniziare a progettarlo come architetti, rendendo la consapevolezza l’arma più potente della nostra libertà.
Manda la tua candidatura al gruppo delle RHC Cyber Angels e leggi il nostro manifesto, se vuoi essere più libera e riprendere il comando del tuo tempo: il futuro ha bisogno del tuo sguardo. Scrivi a [email protected].
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