Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
UtiliaCS 320x100
Alla scoperta di ESXiArgs. Il malware che sfrutta l’incuria degli amministratori IT alle patch di sicurezza

Alla scoperta di ESXiArgs. Il malware che sfrutta l’incuria degli amministratori IT alle patch di sicurezza

6 Febbraio 2023 16:28

Come abbiamo riportato in precedenza, il provider di hosting OVH e il CERT francese hanno avvertito che più di 2100 server VMware ESXi sono stati compromessi dal nuovo ransomware ESXiArgs lo scorso fine settimana come parte di una massiccia campagna di hacking

Gli aggressori sfruttano una vulnerabilità vecchia di due anni (CVE-2021-21974) che consente loro di eseguire comandi remoti su server vulnerabili tramite OpenSLP (porta 427).

Questa vulnerabilità è correlata a un overflow della memoria in OpenSLP, che può essere sfruttato da aggressori non autenticati in attacchi semplici ed efficaci. 


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

CVE-2021-21974 interessa i seguenti sistemi:

  • ESXi versione 7.x (fino a ESXi70U1c-17325551),
  • ESXi versione 6.7.x (fino a ESXi670-202102401-SG);
  • ESXi versione 6.5.x (fino a ESXi650-202102101 -SG).

Vale la pena notare che l’exploit per questo bug era disponibile già dalla primavera del 2021 ed è apparso poco dopo la divulgazione del bug. Non è del tutto chiaro perché gli aggressori abbiano iniziato a sfruttare questo bug solamente da qualche giorno.

Dopo essersi infiltrati nel sistema della vittima, gli hacker crittografano i file sul server ESXi e lasciano una richiesta di riscatto, chiedendo circa 2 bitcoin (vale a dire circa 45.000 euro) per decrittografare i dati.

“Secondo l’indagine, gli attacchi in questa campagna sembrano sfruttare la vulnerabilità CVE-2021-21974, la cui correzione è disponibile dal 23 febbraio 2021”, riferisce CERT-FR . “Attualmente, i sistemi target sono hypervisor ESXi versione 6.x e precedenti alla 6.7.”

CERT-FR raccomanda vivamente a tutti di installare le patch disponibili da tempo il prima possibile, nonché di eseguire la scansione di tutti i sistemi vulnerabili alla ricerca di segni di compromissione. Come ultima risorsa, gli esperti consigliano almeno di disabilitare OpenSLP .

In un’analisi condotta da esperti del fornitore di servizi cloud OVHcloud, il ransomware Nevada è stato accusato dei massicci attacchi. Gli esperti hanno scritto che “l’attacco prende di mira principalmente i server ESXi pre-7.0 U3i attraverso la porta OpenSLP (427)”.

Allo stesso tempo, altri esperti hanno suggerito che dietro gli attacchi potrebbe esserci una versione del ransomware Cheerscrypt, creata sulla base delle fonti del ransomware Babuk trapelate.

Tuttavia, alla fine, queste versioni si sono rivelate errate, poiché dietro gli attacchi sembra esserci un nuovo ransomware chiamato ESXiArgs.

Sulla base dei dati raccolti, la maggior parte delle organizzazioni utilizza server ESXi in hosting presso fornitori di servizi cloud.

Il ransomware crittografa i file .vmxf, .vmx, .vmdk, .vmsd e .nvram sui server compromessi e crea un file .args con metadati per ogni documento crittografato (probabilmente necessario per la decrittazione).

Sebbene gli operatori del malware affermino di rubare i dati prima della crittografia dei server, le vittime negano questa affermazione.

Un’analisi del malware da parte dell’esperto di sicurezza Michael Gillespie di ID Ransomware mostra che, sfortunatamente, il ransomware non ha evidenti “punti deboli” che consentirebbero alle vittime di recuperare i file senza pagare un riscatto. Gillespie ha anche notato che il malware utilizza l’algoritmo Sosemanuk, che è abbastanza unico e di solito viene utilizzato solo in ransomware basato sul codice sorgente Babuk (versione ESXi).

Il ricercatore ritiene che gli hacker possano aver modificato il codice per utilizzare RSA invece dell’implementazione Babuk Curve25519. Mentre le note di riscatto lasciate da ESXiArgs e Cheerscrypt menzionate sopra sono molto simili, il metodo di crittografia è diverso. 

Pertanto, mentre gli esperti non sono sicuri se il nuovo malware sia una sorta di variante di Cheerscrypt o se entrambe queste minacce siano semplicemente basate sul codice Babuk.

Il provider cloud francese OVH e il CERT francese sono stati i primi a segnalare quanto stava accadendo, poiché la Francia ospita la maggior parte dei server interessati. Ad esempio, secondo i dati Censys (ricerca del file della richiesta di riscatto).

Attualmente sono crittografati oltre 3.200 server e circa un terzo si trova in Francia. In Italia il numero di server compromessi sono al momento 19 e rimangono stabili rispetto alla giornata di ieri.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Al via CyberAngels: il volto umano e tutto al femminile di Red Hot Cyber
Redazione RHC - 12/01/2026

Per troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…

Immagine del sitoCyber Italia
Domini italiani esposti su forum underground. C’è anche un ospedale
Luca Stivali - 12/01/2026

Nel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…