Negli ultimi anni, l’evoluzione delle tattiche utilizzate dai cyber criminali ha raggiunto livelli di sofisticazione senza precedenti. Tra le minacce digitali più insidiose che affliggono le aziende e i cittadini comuni, spiccano le campagne di malspam altamente efficaci che sfruttano la fiducia delle vittime impersonando entità private o governative.
L’oggetto della mail che veicola il malware Ursnif riporta: “Commissione di osservanza sull’anagrafe tributaria” dove viene riportato nel corpo un link all’Agenzia delle Entrate e fa riferimento ad alcune incoerenze del 3Q 2023 sull’IVA.
Il CERT-AgID ha riportato sul suo canale Telegram quanto segue: “A differenza della precedente campagne Ursnif, le e-mail contengono un link che punta al download di un file ZIP con all’interno un file URL che scarica ed esegue il malware da una cartella condivisa pubblica. Si invita a prestare attenzione ad e-mail contenenti allegati specie se richiedono una password per essere aperti (pratica che non trova uso nelle comunicazioni ufficiali) e di verificare la propria posizione con l’Ente solo dal portale ufficiale.”
Prima ancora abbiamo visto Ursnif veicolato attraverso una campagna ai danni dell’INPS(Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e questo avveniva ancora prima, verso la fine del 2020. In questo caso è stata fatta circolare una e-mail con la firma del responsabile che invitava il destinatario ad aprire il file excel allegato.
Una volta aperto il file, alle vittime veniva richiesta una password (indicata sul contenuto dell’email) e veniva scaricata una libreria DLL sulla macchina conteneva il malware Ursnif. Da li in poi il tutto risulta prevedibile.
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Il malware Ursnif, viene anche chiamato Gozi e si tratta di un trojan bancario molto diffuso.
Ma perché è così diffuso? Il codice sorgente del malware è trapelato diversi anni fa online, precisamente nel 2015 quando è stato reso pubblicamente disponibile su Github. Questo ha quindi consentito a diversi autori di malware, in ottica di cooperazione “opensource”, di aggiungere nuove funzionalità e sviluppare ulteriormente il codice.
Ursnif può raccogliere molte attività di sistema delle vittime, registrare le sequenze di tasti e tenere traccia dell’attività di rete e rubare informazioni dal browser. Archivia i dati raccolti prima di inviarli al server C&C, pertanto si colloca all’interno della sotto categoria dei Trojan/Infostealer.
Ursnif viene quindi distribuito in campagne di malspam dannose. Il vettore di distribuzione e un allegato di Microsoft Office che indica all’utente di abilitare la macro.
Comportamento
Ruba i dati del computer, il nome del computer, il sistema locale, la versione del sistema operativo (SO) e i processi in esecuzione ;
Ruba le credenziali dell’utente, le informazioni finanziarie e bancarie;
E’ in grado di comunicare con il server C&C per scaricare malware aggiuntivi;
Esegue comandi backdoor da un utente malintenzionato remoto per connettersi a siti Web dannosi per l’invio e la ricezione di informazioni.
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Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza:Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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