Il gruppo di hackerAPT29 (Midnight Blizzard) ha lanciato una massiccia campagna utilizzando 193 server proxy per attacchi man-in-the-middle (MiTM) tramite Remote Desktop Protocol (RDP ). Lo scopo degli attacchi è rubare dati, account e installare malware.
Per eseguire attacchi MiTM, i Red Team utilizzano lo strumento PyRDP, che consente di scansionare i file system delle vittime, estrarre dati in background e avviare in remoto applicazioni dannose in un ambiente compromesso.
Trend Micro sta monitorando le attività di un gruppo chiamato “Earth Koshchei” e riferisce che gli attacchi sono mirati a organizzazioni governative e militari, missioni diplomatiche, società IT, fornitori di servizi cloud, società di telecomunicazioni e sicurezza informatica. La campagna si rivolge a organizzazioni negli Stati Uniti, Francia, Australia, Ucraina, Portogallo, Germania, Israele, Grecia, Turchia e Paesi Bassi.
Advertising
Il metodo di attacco prevede di indurre gli utenti a connettersi a falsi server RDP creati dopo aver eseguito un file ricevuto tramite e-mail di phishing. Una volta stabilita una connessione, le risorse del sistema locale (dischi, reti, appunti, stampanti e dispositivi I/O) diventano disponibili agli aggressori.
Il rapporto Trend Micro rivela i dettagli dell’infrastruttura, che comprende 193 server proxy RDP che reindirizzano le connessioni a 34 server controllati dagli aggressori. Ciò consente agli hacker di dirottare le sessioni RDP utilizzando PyRDP. I criminali informatici possono registrare le credenziali in testo non crittografato o come hash NTLM, rubare dati dagli appunti e dai file system ed eseguire comandi tramite la console o PowerShell.
Gli esperti notano che la tecnica è stata descritta per la prima volta nel 2022 da Mike Felch, il che potrebbe aver ispirato APT29 a utilizzarla. Una volta stabilita la connessione, il server falso imita il comportamento di un server RDP legittimo, consentendo agli aggressori di inserire script dannosi, modificare le impostazioni di sistema e manipolare il file system della vittima.
Tra le configurazioni dannose ce n’è una che invia all’utente una falsa richiesta di connessione ad AWS Secure Storage Stability Test, creando l’impressione di un processo legittimo e fuorviando l’utente.
Richiesta di connessione falsa (Trend Micro)
Per mascherare gli attacchi, gli aggressori utilizzano servizi VPN commerciali che pagano in criptovaluta, nodi di uscita TOR e servizi proxy che utilizzano gli indirizzi IP di altri utenti. Tali misure rendono difficile risalire ai reali indirizzi IP dei server dannosi.
Advertising
Gli esperti sottolineano che prevenire gli attacchi richiede maggiore attenzione alle e-mail di phishing inviate da indirizzi legittimi precedentemente compromessi. Si consiglia di utilizzare connessioni RDP solo con server attendibili ed evitare di eseguire applicazioni ricevute tramite posta elettronica.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.