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Attacco informatico alla McDonald’s da parte di Snatch ransomware. 500GB in pubblicazione.

Mentre siamo completamente distratti dagli eventi dell’Ucraina, dove nel palcoscenico globale vengono sferrati attacchi informatici anche in ambito underground (ricordiamo che Anonymous è sceso in campo contro la Russia), c’è chi mantiene la batteria a dritta e porta revenue ai propri loschi modelli di business.

Ecco infatti che la nota cybergang Snatch, incontrata recentemente con la violazione della nota casa automobilistica Volvo, riporta un avviso sul suo data-leak-site (DLS) con il quale minaccia la nota azienda di ristorazione internazionale McDonald’s di pubblicare i suoi dati.

In effetti si tratta dell’ultima grande azienda colpita dal ransomware, e i dati in possesso dei criminali informatici, esfiltrati dalle infrastrutture IT della McDonald’s sono molti. Si parla infatti di ben 500GB di dati.

La pubblicazione sul DLS di Snatch (come in tutti i modelli RaaS), è sinonimo che nella sezione privata del sito o nelle trattative riservate tra azienda e criminali informatici, le cose non vadano come il previsto.

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Infatti si procede alla pubblicazione di un avviso per generare un impatto mediatico verso l’azienda, aumentando la pressione sulla sua web e brand reputation e per cercare di estorcere il riscatto dalla vittima.

Come proteggersi dal ransomware

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino è stato impossibile.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:

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  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware; i backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronica. Se un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle risorse di phishing presenti su questo sito Web.
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda. Oggi occorre cambiare mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.